giovedì 15 Gennaio, 2026
HomeLingua MadreSe la vedova rimette le piume
Lingua Madre

Se la vedova rimette le piume

«Bravo merlo!» e altri modi dire legati al mondo degli uccelli

Vediamo questa volta un po’ di espressioni astigiane che prendono spunto dai pennuti.

Pej ‘d n’ausèl an s’ na rama, come un uccello su un ramo. Indica una situazione di instabilità, di precarietà, di incertezza. È bon a feji ‘l bec a n’ausèl, è capace di scolpire il becco di un uccello, si dice di una persona in grado di fare bene anche i lavori più complicati. Veniva usato in particolare per lodare le capacità artigianali di fabbri, muratori, falegnami.

Purtè a bisca, portare la pagliuzza, significa essere prossimi alle nozze, preparare la casa, e richiama il lavoro degli uccelli che costruiscono il nido.

S-cianchè ‘l bischi, strappare le pagliuzze, indica invece la fine di una relazione, di un fidanzamento o comunque di una vita di coppia. Pittoresca è l’espressione el quernaiàss che a -i dis al merlu che l’è nei, il corvo che dice al merlo che è nero, praticamente il bue che dà del cornuto all’asino. E il merlo è usato anche come esempio nel detto gambi da merlu, gambe da merlo, per indicare quelle persone con un fisico slanciato che invecchiando si ritrovano con le gambe prive di muscolatura, quindi dritte e rinsecchite come quelle del merlo. Bravu merlu!, bravo merlo!, è un’esclamazione che suona di solito ironica, per sottolineare una stupidaggine che qualcuno ha detto o fatto, mentre a l’è ‘n merlu da ‘l bec giàn, è un merlo dal becco giallo, definisce una persona particolarmente in gamba.

Fè l’erlu significa fare il furbo, l’impertinente, il superiore.

L’erlu è il maschio dell’anatra, che nella stagione degli amori si ammanta della cosiddetta “livrea nuziale”, ossia di un piumaggio più appariscente, e cammina tronfio.

Ania müt-a, anatra muta, e ania cuacia, anatra accovacciata: la prima espressione identifica una donna taciturna, riservata, ma anche poco interessante; la seconda invece viene usata a proposito di una donna che pare accondiscendente ma che in realtà la sa più lunga di quanto non dia a vedere.

Arpiümè è un verbo riferito alla gallina: quando contrae una malattia tende a perdere penne e piume ma, se la supera, le rimette. è ‘n camìn che l’arpiüm-a, sta rimettendo le piume, si usa quindi per una persona che sta riprendendosi da un malanno o da un dispiacere, a volte anche con un pizzico di malizia si dice: el vidui arpiüm-u, i vidu spurìssu, le vedove rifioriscono, i vedovi appassiscono.

A crucc, la chioccia, è il termine per indicare una persona particolarmente irascibile: infatti, quando la gallina diventa mamma, appena qualcuno cerca di avvicinarsi ai pulcini drizza le penne e si gonfia come un pallone, assumendo un’aria molto bellicosa. E ancora scacarè, chiocciare, il verso che la gallina ripete quasi ininterrottamente, vuol dire parlare a vanvera pretendendo di sapere tutto. Chiudiamo con pej d’in pulàst ant l’ala, come un pollo nell’alla, il luogo in cui si teneva il mercato di granaglie, vettovaglie, pollame e animali da cortile in genere: quando il pollo arrivava lì, morto e spennato, non aveva il morale molto alto, quindi l’espressione definisce qualcuno piuttosto giù di corda o male in arnese.

 

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Paolo Raviola

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La collina di Spoon River – giugno 2020

Senza nome 239 vittime del Coronavirus in Provincia di Asti dal 21 febbraio 2020 all'8 giugno 2020 Abbiamo lasciato la forma terrena di vita uno dopo...

Almanacco della quarantena

22 febbraio – Nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Cardinal Massaia è ricoverata una donna, sospetta positiva al Coronavirus. Risulterà poi negativa. 23 febbraio –...

La quarantena deflagra sul web

  1. A metà aprile Maurizio Rasero si traveste per smascherare i “furbetti dei buoni spesa”, l'iniziativa ha eco sui media italiani e stranieri. Sono numerose...

Diario della quarantena

LE MESSE IN STREAMING PER TENERE UNITA LA MIA CHIESA Marco Prastaro Vescovo di Asti, 57 anni   Quando la pandemia ci ha rinchiusi in casa, capii che...

Storia di Rosa, bimba di Refrancore sopravvissuta alla spagnola

Mia nonna, Rosa Borgo, è nata l’8 agosto 1911 in frazione Calcini di Refrancore da Irene Roberto e Giuseppe Borgo, detto Pinu. Una famiglia...

Dopo la grande guerra altri lutti con la spagnola

Con il Settecento le epidemie non sono più fatalità o volere divinoù   E poi venne la Spagnola. Un secolo fa, nel secondo decennio del Novecento,...

L’antica paura del contagio tra animali e uomo

Il lungo percorso della medicina veterinaria   Se ne sono dette tante su come si possa essere diffuso il Coronavirus nell’uomo. Si è puntato il dito...

Per grazia ricevuta, contro i contagi ex voto e santuari

La fede baluardo contro le malattie   Gli ex voto ci parlano di uno stretto rapporto tra cielo e terra, tra straordinario e quotidiano, tra fede...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE