mercoledì 22 Maggio, 2024
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Tag: modi di dire

A scuola dalla prima mignin. Ai ripetenti si diceva che “sposavano la maestra”

La scuola, ricordi e modi di dire che accompagnavano gli studenti sin dalla prima elementare tra alti e bassi.

Se la vedova rimette le piume

I modi di dire che ormai sono entrati nella storia, fanno parte delle tradizioni popolari e non solo da molto tempo.

Voler insegnare ai gatti a “rampignèsi”

I gatti, animali misteriosi e pieni di fascino, sono stati presi ad esempio per molti modi di dire dialettali.

Ragazze attente non siete la regina Taitù

La terminologia che si usava in astigiano per definire i tipi di ragazze e di donne oggi sarebbe denunciabile come tipico linguaggio maschilista. Va detto che certe espressioni sono però da ricondurre al loro tempo storico e lette sempre con la dovuta dose di ironia. Manìa, l’adolescente carina o anche la fidanzatina; purìl-a, la giovane di bell’aspetto, pimpante; galopèra, la...

“In bocca a me in bocca a te in bocca al can, ahm”

Un tempo i bambini nascevano in casa, con l’aiuto della levatrice e delle donne del vicinato che davano una mano. Se il parto avesse tardato di qualche giorno, si sarebbe usato la stessa espressione utilizzata per le mucche gravide: a straporta, è in ritardo. Normalmente erano le mamme ad allattare i figli: se non avessero avuto latte a sufficienza...

A culo nudo per non aver pagato i debiti

  Una delle espressioni più comuni ad Asti e in tutto il Piemonte, usata di frequente anche nella versione italiana, è andè del cü, tradotto impropriamente con “andare del culo”. Questo modo di dire, che significa fare bancarotta, fallimento, andare in rovina, affonda le sue origini in una legge dell’antica Roma contenuta nelle Dodici Tavole che autorizzava i creditori ad...

Scoppia la Cernaia e la guerra entra nei modi di dire

È s-ciudij na Cernaia. La traduzione letterale “si è schiusa una Cernaia” va intesa come “è successo il finimondo, una gran confusione”

Le parole della trebbiatura

Con il rischio di farsi mandare a “spané la meliga” Fino alla metà degli Anni Sessanta il grano si mieteva nelle aie, sotto il sole cocente di fine giugno: le spighe venivano raccolte nei coev, i covoni, che poi si portavano a casa per sistemarli in cataste, burli, sotto i porticati fino all’arrivo della màchina da bati, la trebbiatrice, un...

Parole piemontesi e la loro origine: un volume da 800 pagine

Il REP è il risultato di quindici anni di lavoro condotto dall’équipe formata da Luca Bellone, Anna Cerutti Garlanda, Anna Cornagliotti, Marisa Falconi, Laura Parnigoni, Giovanni Ronco, Consolina Vigliero, sotto la direzione scientifica di Anna Cornagliotti. Si tratta di un vocabolario dalla consistenza monumentale, che ci restituisce, attraverso le vicende della lingua, una miniera di suggestioni preziose per comprendere...

Quei “giuramentu” all’ombra delle guerre di religione

L’esclamazione ricorda i fanatici che uccidevano i cristiani nelle Filippine del primo Novecento Giuramentu! è un’esclamazione tipica del piemontese. Ma è anche un termine con cui si identifica una persona intrattabile, prepotente, arrogante (At peuri nen rasunè con in giuramentu parej!  Non puoi ragionare con un tipo simile!), oppure, bonariamente, rivolto a un bambino che non sta mai fermo, disubbidiente,...