lunedì 28 Novembre, 2022
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Tag: modi di dire

Ragazze attente non siete la regina Taitù

La terminologia che si usava in astigiano per definire i tipi di ragazze e di donne oggi sarebbe denunciabile come tipico linguaggio maschilista. Va detto che certe espressioni sono però da ricondurre al loro tempo storico e lette sempre con la dovuta dose di ironia. Manìa, l’adolescente carina o anche la fidanzatina; purìl-a, la giovane di bell’aspetto, pimpante; galopèra, la...

“In bocca a me in bocca a te in bocca al can, ahm”

Un tempo i bambini nascevano in casa, con l’aiuto della levatrice e delle donne del vicinato che davano una mano. Se il parto avesse tardato di qualche giorno, si sarebbe usato la stessa espressione utilizzata per le mucche gravide: a straporta, è in ritardo. Normalmente erano le mamme ad allattare i figli: se non avessero avuto latte a sufficienza...

A culo nudo per non aver pagato i debiti

  Una delle espressioni più comuni ad Asti e in tutto il Piemonte, usata di frequente anche nella versione italiana, è andè del cü, tradotto impropriamente con “andare del culo”. Questo modo di dire, che significa fare bancarotta, fallimento, andare in rovina, affonda le sue origini in una legge dell’antica Roma contenuta nelle Dodici Tavole che autorizzava i creditori ad...

Scoppia la Cernaia e la guerra entra nei modi di dire

Il 9 settembre 1855, dopo undici mesi di assedio, cadde la fortezza di Sebastopoli, principale base navale russa del Mar Nero, un episodio che influenzò in modo determinante l’esito della guerra di Crimea per il controllo delle vie di accesso navale e terreste dal Mar Nero al Mediterraneo. Il conflitto tra russi e turchi cominciò nell’ottobre 1853 e nel...

Le parole della trebbiatura

Fino alla metà degli Anni Sessanta il grano si mieteva nelle aie, sotto il sole cocente di fine giugno: le spighe venivano raccolte nei coev, i covoni, che poi si portavano a casa per sistemarli in cataste, burli, sotto i porticati fino all’arrivo della màchina da bati, la trebbiatrice, un “mostro” semovente generalmente di colore arancione. Trebbiare si dice...

Parole piemontesi e la loro origine: un volume da 800 pagine

Il REP è il risultato di quindici anni di lavoro condotto dall’équipe formata da Luca Bellone, Anna Cerutti Garlanda, Anna Cornagliotti, Marisa Falconi, Laura Parnigoni, Giovanni Ronco, Consolina Vigliero, sotto la direzione scientifica di Anna Cornagliotti. Si tratta di un vocabolario dalla consistenza monumentale, che ci restituisce, attraverso le vicende della lingua, una miniera di suggestioni preziose per comprendere...

Quei “giuramentu” all’ombra delle guerre di religione

Giuramentu! è un’esclamazione tipica del piemontese. Ma è anche un termine con cui si identifica una persona intrattabile, prepotente, arrogante (At peuri nen rasunè con in giuramentu parej!  Non puoi ragionare con un tipo simile!), oppure, bonariamente, rivolto a un bambino che non sta mai fermo, disubbidiente, dispettoso (Che giuramentu d’in mat!, Che bambino ingestibile!). Sembra incredibile, ma l’origine di...

Si fa in fretta a dire repubblica

Ci sono modi di dire che affondano le loro origini nella storia conosciuta da tutti e altri che sono legati a eventi di particolari territori. L’espressione è “stato un quarant’otto” per indicare la confusione si riferisce alle rivoluzioni liberali che nel 1848 punteggiarono l’Europa, Piemonte compreso. C’è una citazione tutta astigiana che ricorda fatti di oltre duecento anni fa:...

A Mongardino è l’acino che fa il vino

C’è di tutto ad Asti nel mese di settembre, ma per motivi di spazio ci limitiamo a prendere in considerazione qualche espressione legata a due momenti importanti: la vendemmia e il Palio. Un tempo, quando la vendemmia era alle porte, si provvedeva innanzitutto a amberburè, che possiamo tradurre come “riempire di acqua”: si portavano all’aperto tutti gli utensili necessari (bigonce,...

Il lupo non mangia l’inverno

"el lù ha mai mangià l’invern"
Il passaggio di stagione nei detti popolari