mercoledì 7 Dicembre, 2022
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1980

Paolo Conte e il calipso dimenticato

Nella vasta discografia di Paolo Conte c’è un brano che non compare. È un motivetto musicato dal cantautore astigiano nella primavera del 1980. È dedicato al calcio e alla squadra della Torretta Santa Caterina per celebrare l’ormai sicura promozione in serie C2. Il 25 maggio 1980 quel "calipso torretta" venne diffuso dagli altoparlanti dello stadio prima dell’ultima partita in serie D contro il Pontedecimo. Poi venne la fusione con l’Asti e quell’inno ironico e divertente fu dimenticato. "Astigiani" ha recuperato una delle poche musicassette ancora esistenti, la foto del momento della registrazione e racconta il clima e il contesto che portò Conte a musicare quel calipso. Per chi quel giorno allo stadio c’era e per i tanti che potranno comunque ascoltarlo oltre trent’anni dopo.

“Non dar retta se senti che in città
Si fa un gran parlar solo di noi
Questo parlare rossoblu, si, rossoblu
La Torretta è una grande novità
Si ritorna a giocar da serie A
Questo giocare rossoblu, si, rossoblu, sempre di più
All’assalto Torretta si dirà
Quando attacchi Torretta non c’è pietà
serca l’balun, je niun perdun,
serca l’balun, je niun perdun.
Serca l’balun je niun perdun”

Dagli altoparlanti dello stadio una sorpresa musicale

Domenica 25 maggio 1980, ore 17. Lo stadio comunale è colmo di folla. Arriva il Pontedecimo per l’ultima gara del campionato di serie D che la Torretta Santa Caterina ha dominato, garantendosi la promozione in C2 con largo anticipo e lasciando ai “cugini” dell’Asti un onorevole quinto posto. Prima della partita sfilano sul campo tutte le formazioni del vivaio, dai pulcini alla “Berretti”, con le majorettes e gli sbandieratori del gruppo degli “Amis d’la pera”. Volano in cielo le bandiere rossoblu. È festa attorno al patron Giuseppe Nosenzo, l’industriale astigiano che ha voluto e finanziato l’ascesa sportiva di questa giovane società di periferia, una sorta di Chievo ante litteram. Dagli altoparlanti dello stadio un annuncio: “Ecco il nuovo inno per la squadra e i tifosi: Torretta calipso”. Si sente un fischiettare e poi il ritmo allegro, suadente, il ritornello è in piemontese “serca l’balun, je niun perdun…”. Applausi e cori. Tra i tifosi circola una musicassetta, stampata per l’occasione. In copertina una maglia a strisce rossoblu stesa su un prato. Quel “Torretta Calipso” è un reperto musicale che “Astigiani” fa risuonare dopo oltre trent’anni. Porta una firma eccellente: Paolo Conte, con la collaborazione ai testi di “Peter”, al secolo Piero Fassio, autore teatrale e anima culturale dei rossoblu.

La copertina della musicassetta realizzata per Torretta Calipso
La copertina della musicassetta realizzata per Torretta Calipso

Paolo Conte, non era ancora assurto all’epoca nell’olimpo internazionale dei musicisti, ma già godeva di una certa fama per aver composto brani come “Azzurro” (1968), portata al successo da Celentano, “Messico e nuvole” (1970) cantata da Jannacci e “Genova per noi” del 1975 affidata a Bruno Lauzi. L’“avvocato di Asti” si era fatto ammirare l’anno prima, nel 1979, anche come interprete delle sue canzoni con l’album “Gelato al limon” che, oltre al brano che dava il titolo all’LP, conteneva le mitiche “Bartali” e “Sud America”. Nel 1981, sarebbe arrivato “Paris Milonga” con l’inarrivabile “Via con me”. Una stagione creativa felice e intensa. “Torretta calipso” è un cameo dimenticato nella lunga e luminosa collana discografica di Paolo Conte. Come e perché nacque quel brano, molto speciale, merita di essere raccontato, cominciando dagli Anni ’70.

Un momento della cena organizzata alla Grotta per celebrare la promozione della squadra. Paolo Conte è stato premiato per aver composto l’inno. Al centro il presidente della Torretta Giuseppe Nosenzo
Alla cena per la promozione della squadra. Al centro il presidente della Torretta, Giuseppe Nosenzo

Il rione Torretta aveva conosciuto negli ultimi decenni uno sviluppo tumultuoso estendendosi verso ed oltre i rii che delimitavano Asti ad Ovest, intorno ai nuovi insediamenti industriali. Era nato il quartiere di case popolari in fondo all’asse di corso Torino, c’era da poco l’autostrada Torino-Piacenza con il vicino casello di Asti Ovest. L’oratorio di quel quartiere in crescita si affollò velocemente di giovani, impegnati in gran parte ad inseguire la palla sul campetto dietro la parrocchia, dedicata a Nostra Signora di Lourdes. Come sempre, la frequentazione partorì la voglia di organizzarsi: c’era insomma da metter su una squadra di calcio. Occorrevano sfere di cuoio e tenute di gioco, ed il vulcanico don Bosticco pensò ad uno dei borghigiani più affermati, il commendator Giuseppe Nosenzo, patron e signore dell’Unimorando, che già aveva realizzato poco distante, in via Corridoni, il circolo dopolavoristico. Da rettore, Nosenzo aveva già conquistato il Palio nel 1970 per il rione Torretta-Santa Caterina allora uniti, ma il calcio lo appassionava di più. La Torretta Santa Caterina, più brevemente TSC, divenne società ambita, per forza tecnica ed economica, dai migliori calciatori astigiani, e con qualche innesto anche non autoctono, tra cui il cannoniere Sollazzo (poi sindacalista di spessore), si vinsero partite e campionati, una, due, tre volte, sino ad approdare alla serie D, categoria in cui militava lo storico A.C. Asti, i “galletti” dalla maglia biancorossa. Venne il tempo dei derby e dello stadio comunale pieno, dopo anni di affluenza scarsa e distratta, passati i fasti effimeri dell’Astimacobì del giovane Antognoni.

La formazione completa della Torretta S. C. vincitrice del campionato di serie “D” 1979/1980 (da sinistra in piedi): il medico sociale dottor Caracciolo, Bausola, Nicoloso, Roda, Porta, Frara, Nolfo, Bonati, d. s. Malchiodi, Lucotti accompagnatore, Nattino allenatore, (in seconda fila) Gottardo, Sanfilippo, Locatelli, La Luna, Presotto, D’Agostino, (accosciati) Nosenzo massaggiatore, Falanga, Delle Donne, Marchese, Chiaranda, Capistrano, Forlani, Sacco preperatore atletico. La foto è tratta da un poster diffuso con La Stampa
La formazione completa della Torretta S. C. vincitrice del campionato di serie “D” 1979/1980

In quell’epoca il punto d’incontro e di scambi di opinioni tra tifosi rossoblu era il Bar Rio, strategicamente disposto sul confine dei due borghi, la condominiale Torretta e la medioevale Santa Caterina. Lo stesso locale che frequentavano gli Amis d’la Pera, gruppo di personaggi amanti della storia della città e veri protagonisti, attivi più che mai, delle tradizioni borghigiane. Tra tutti Emanuele Pastrone, operario alla Way Assauto, consigliere comunale per il Pci, ma soprattutto volto e cuore di Falamoca, la maschera del borgo messa in scena con l’indispensabile caustica “spalla” Gina Giannino. Le vittorie della Torretta erano celebrate al bar Rio e su “La Nuova Provincia”; ne dissertava Marco Carbone, di professione verniseur e poi commerciante di colori, narratore delle vicende astigiane, estroso giornalista sportivo e, non proprio casualmente, segretario della società. In quel campionato 1979/80, i rossoblu , già forti di 12 vittorie interne e otto esterne, con un derby vinto e uno pareggiato, si preparavano al grande salto e il direttore sportivo Costanzo Malchiodi, giudice al Tribunale di Asti, pensò di chiedere all’avvocato Paolo Conte di comporre l’inno della promozione. Poche prove e molta allegria. La cronaca di quella serata torinese in uno studio di registrazione in Corso Casale apparve sull’edizione astigiana de “La Stampa”, a firma di Sergio Miravalle. Accompagnarono Paolo Conte al pianoforte musicisti di primordine come Paolo Berardi (basso), Nico Aloisio (chitarra), Beppe Pecchenedda (batteria), Giorgio Pettenuzzo, Gianni e Franco Bogliano (fiati), nonché il poliedrico Aldo “Cerot” Marello e una folta rappresentanza del coro “Amici della Montagna” Way-Assauto che era stato coinvolto in precedenza.

Un momento della cena organizzata alla Grotta per celebrare la promozione della squadra. Paolo Conte è stato premiato per aver composto l’inno.
Paolo Conte premiato per l’inno alla cena organizzata alla Grotta per celebrare la promozione della squadra

Così vide i natali “Torretta Calipso”, inserito in una musicassetta che, oltre al brano contiano, vedeva inseriti la versione originale di un primo inno, scritto anni prima dal maestro Nino Virano, due poesie in dialetto dedicate di Dumini Badalin e brani tratti dalle pièces comiche di Peter, con Emanuele Pastrone e Gina Giannino. Conte si divertì e rispose al cronista con l’abituale ironia: “Ad un giudice, un avvocato non può mai dire di no; comunque l’ho fatto volentieri per festeggiare non solo la Torretta, ma tutto il calcio astigiano che torna finalmente a salire di categoria. Mi considero un buon intenditore di calcio e mi piace veder giocare bene”. Ed ancora: “Ho voluto fare una cosa simpatica, da cantare allo stadio. L’inizio affidato ad un assolo di fischietti è stato studiato per far contenti anche gli arbitri”. Quella partita con il Pontedecimo finì 1-0 per la Torretta che concluse il campionato in tripudio a 51 punti. Il giornalino “Forza Torretta”, distribuito allo stadio, riportava con meticolosità le statistiche dell’annata, le foto dei protagonisti e l’arrivederci in C2. C’era già aria di fusione con l’Asti che sarebbe stata sancita ufficialmente enro poche settimane, il 15 Giugno di quell’anno. Presidente Giuseppe Nosenzo, vice Marco Gastino, Guido Martinengo e Rigas Anghelakis. Maglia biancorossoblu e stemma con galletto e due torri. Era nata l’Asti Tsc. La settimana dopo la promozione ci fu alla “Grotta” una grande cena con targhe e riconoscimenti per tutti i rossoblu. Ci sono Nosenzo, il sindaco Vigna, gli assessori Lajolo e Galvagno, il senatore Miroglio, l’allenatore Bruno Nattino, tutti i calciatori, lo staff della società. Nelle foto si vede anche Paolo Conte, premiato con una targa “per aver dato voce e musica alla nostra avventura”. “Serca l’balun, je niun perdun”.

L'edizione del giornalino del Torretta Santa Caterina realizzata in occasione della gara casalinga contro il Pontedecimo
L’edizione del giornalino del Torretta Santa Caterina realizzata in occasione della gara casalinga contro il Pontedecimo
Le schede

Novese – Torretta TSC 1-2 Nicoloso, D’Agostino

Torretta TSC- Sestrese 0-1

Massese- Torretta TSC 1-2 Gottardo, D’Agostino

Torretta TSC- Pro Vercelli 3-1 Marchese, Nicoloso, D’Agostino

Asti-Torretta TSC 0-1 Delle Donne

Torretta TSC-Vogherese 0-0

Torretta TSC-Cuoio Pelli 0-0

Pinerolo-Torretta TSC 1-0

Torretta TSC-Gozzano 3-1 Nicoloso, D’Agostino, Chiaranda

Aosta-Torretta TSC 0-1 D’Agostino

Aglianese-Torretta TSC 0-1 D’Agostino

Torretta TSC-Omegna 2-0 D’Agostino, Roda

Viareggio-Torretta TSC 0-1 D’Agostino

Torretta TSC-Borgomanero 6-0 D’Agostino (2), Frara, Gottardo,

Porta, Locatelli

Sestri Levante-Torretta TSC 0-0

Torretta TSC-Albenga 1-0 Marchese

Pontedecimo-Torretta TSC 2-4 D’Agostino (2), Marchese (2)

-----------------------------------

Torretta TSC-Novese 1-0 Frara

Sestrese-Torretta TSC 0-0

Torretta TSC-Massese 1-0 Chiaranda

Pro Vercelli-Torretta TSC 0-0

Torretta TSC-Asti 1-1 Frara

Vogherese-Torretta TSC 1-1 Marchese

Cuoiopelli-Torretta TSC 1-2 Falanga

Torretta TSC-Pinerolo 1-0 Marchese

Gozzano-Torretta TSC 1-4 Marchese (2), Gottardo, Nicoloso

Torretta TSC-Aosta 1-0 Nicoloso

Torretta TSC-Aglianese 2-0 Gottardo, D’Agostino

Omegna-Torretta TSC 1-0

Torretta TSC-Viareggio 2-0 Nicoloso (2)

Borgomanero-Torretta TSC 0-0

Torretta TSC-Sestri Levante 1-0 Delle Donne

Albenga-Torretta TSC 1-1 D’Agostino

Torretta TSC-Pontedecimo 1-0 Nicoloso

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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