domenica 19 Aprile, 2026
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Marina sul Red Carpet dopo quei 130 passi

La giovane attrice astigiana tra tv, cinema e teatro. A marzo, il ritorno allo Spazio Kor

Per Marina Occhionero, il 2017 è stato l’anno della consacrazione: per la prima volta nel ruolo di protagonista del film “L’età imperfetta”, opera prima del regista Ulisse Lendaro, uscito il 30 novembre nelle sale italiane.

Marina interpreta Camilla, una diciasettenne che sogna di diventare una ballerina di danza classica. Sotto la guida della sua insegnante Serena (l’ex Miss Italia, Anna Valle), Camilla si prepara all’audizione, che di lì a poco deve tenere per entrare in un’importante accademia.

“Ritornare alle ansie e ai dubbi dell’adolescenza è stata una prova intensa – racconta Marina – l’altra grande sfida è stata la danza, una disciplina che impone un rigore e una perfezione tecnica alla quale non ero abituata”.

Presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma, il film è stato anche il coronamento di un anno di intenso lavoro, che ha consacrato la giovane attrice astigiana sulla scena nazionale.

Una carriera nata a teatro, dove Marina ha recitato sotto la regia di Oscar Di Summa, di Cristina Comencini e di Luca Ronconi. E poi approdata sul grande schermo (ha preso parte al film noir “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi, al fianco di Toni Servillo, Alessio Boni e Jean Reno) e in tv (nella serie «Non Uccidere 2», dove è protagonista di puntata insieme a Sandra Ceccarelli). E nel 2018, sono già previsti in uscita altri due film, «Il primo Re» di Matteo Rovere e «In viaggio con Adele» di Alessandro Capitani.

E dire che, fino a pochi anni fa, il suo sogno era diventare avvocato, come mamma e papà…

“Da piccola mi dicevano che avevo la tempra dell’avvocato, carattere deciso e determinato, piedi ben piantati a terra, insomma l’opposto di ciò che normalmente si pensa dell’artista con la ‘testa tra le nuvole.”

A che età hai scoperto la recitazione?

“La scuola, fin dalle elementari, è stata fondamentale nel farmi incontrare il mondo del teatro. L’esperienza più formativa è stata sicuramente con il gruppo di teatro del liceo classico Alfieri, che ho frequentato per tutti i cinque anni.”

Quando hai deciso che era la tua strada?

“Dopo il liceo ero molto confusa: avevo in programma di studiare giurisprudenza all’estero e dedicarmi al diritto internazionale. Tuttavia sentivo che qualcosa in questo progetto non mi convinceva del tutto. Abbandonata l’idea, mi sono ritrovata nel caos più totale. È allora che, dando ascolto alle sensazioni positive di certi incontri fatti grazie alla scuola e soprattutto grazie ad Asti Teatro, ho deciso di fare il provino per entrare in una scuola di recitazione.”

C’è stata una persona che ha accompagnato in modo particolare la tua presa di consapevolezza e la tua scelta?

“Mia mamma, mio papà e mia sorella Adele. I miei genitori sono stati comprensivi, attenti, sempre aperti al dialogo. Mia sorella è sempre stata un grande punto di riferimento e di sostegno.”

A Roma, dove oggi vive, Marina ha frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Ha proseguito gli studi al Conservatoire National d’Art Dramatique di Parigi, ottenendo il diploma nell’ottobre 2016.

Diretta in teatro dal regista Oscar de Summa, Marina ha recitato negli spettacoli “Riccardo III” e “La Cerimonia”.  Poi nella ripresa di “In Cerca d’autore” di Luca Ronconi  al Piccolo Teatro di Milano e con Cristina Comencini nel suo nuovo spettacolo “Tempi Nuovi”, al fianco di Ennio Fantastichini e Iaia Forte. La prima esperienza con la telecamera è con “Fuori sede”, cortometraggio diretto da Sergio Rubini, un incontro inaspettato quello con il cinema – racconta Marina – perché pensavo che mi sarei dedicata esclusivamente al teatro.

 

Foto di scena sul set di L’età imperfetta. Marina Occhionero è Camilla, aspirante ballerina

 

Teatro e cinema. Come convivono le due passioni? Che cosa ami dell’uno e dell’altro?

“Non è facile farli convivere, sono due mondi molto diversi e che si parlano poco. A tratti mi sembra di avere un marito e un amante ma non so mai chi sia uno e chi sia l’altro. Amo nel cinema e nel teatro le stesse cose: un gruppo di persone che lavora insieme per un progetto artistico comune. Mi piace il lato umano del lavoro, l’incontro con i colleghi e con il pubblico.”

Sul palcoscenico di Spazio Kor – Con l’attore e regista Oscar Di Summa nelle prove dello spettacolo “La Cerimonia”

 

Hai recitato anche in fiction televisive di grande successo e ascolti. Che esperienza è stata quella con la televisione?

“Bella e impegnativa. In “Non uccidere” interpretavo una ragazza autistica e ho dovuto studiare parecchio. Abbiamo girato a Torino ed ero felice di lavorare vicina a casa.” Tra le ultime esperienze sul set si segnala il film “Il primo re” di Matteo Rovere, che vedremo l’anno prossimo: “Si tratta di un film sulla fondazione di Roma (il mito di Romolo e Remo) girato tutto in lingua latina. Anche qui devo ringraziare il liceo Alfieri per tutto quello che ho imparato!”

Che rapporto hai mantenuto con la città di Asti?

“Come diceva Pavese? “- Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.- Questo estratto de “La luna e i falò” per me è molto significativo. Sento che Asti  è proprio il mio paese e nonostante la voglia di andarsene via e cercare il mio futuro altrove, tutte le volte che torno, questa terra mi riabbraccia con il suo odore umido di campagna, le campane di piazza Cattedrale, dove c’è la casa in cui sono cresciuta, il mercato di piazza Catena, i grissini al cioccolato di Barbero, i colori di settembre, la nebbia nelle sere di dicembre, i volti amici delle persone con cui sono cresciuta e la loro parlata cadenzata e un po’ cantilenante. Ho tanta voglia di portare il mio lavoro nel posto in cui sono nata e sono molto emozionata all’idea di recitare per la prima volta nella mia città, a marzo con “La cerimonia” allo spazio Kor.

 

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Roberta Favrin

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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