giovedì 8 Dicembre, 2022

Il trovarobe

Quando in tasca avevamo gettoni e miniassegni

Il gettone telefonico è stato evocato dal premier Renzi in una recente polemica con i sindacati che, secondo lui, “pensano all’antica” e «cercano la...

Zoccoli ai piedi come sculture d’arte povera

Ricavate dal legno di acero, salice, o del più leggero, morbido ed elastico pioppo (in particolare la varietà verna di colore più rossiccio, si...

L’allegria colorata dei mangiadischi

Provate a raccontare oggi a qualche giovane della web generation che i loro genitori per ascoltare un po’ di musica in auto, o magari...

Quando per buona educazione si usavano le sputacchiere

E fu così che dal 1927, per effetto di un provvedimento legislativo, in Italia divenne «vietato sputare per terra». Avvisi in bella vista furono...

Il gioco del 15 e i mitici “sciangai”

A metà degli Anni ’60 la rivoluzione della musica trasportabile. Erano adatti solo per i 45 giri. In auto sistemato sotto il sedile

L’allegria colorata dei mangiadischi

A metà degli Anni ’60 la rivoluzione della musica trasportabile. Erano adatti solo per i 45 giri. In auto sistemato sotto il sedile

Il calamaio e la stilografica prima della rivoluzione delle Bic

La scelta del pennino e della penna e il rito della carta assorbente

Nel Dopoguerra arriva il Flit, lo stermina insetti

La pompetta del DDT fu cantata anche in un motivetto d’epoca

QUANDO SI ANDAVA A LETTO CON IL “PRETE”

El preve (il prete) o el frò (il frate), erano chiamati così gli scaldaletto in legno a forma di doppio arco, che con il calore della brace hanno dato tepore alle gelide lenzuola degli astigiani. Introdotto sin dal diciottesimo secolo nelle nostre campagne, lo incontriamo fino agli Anni Sessanta, quando venne soppiantata dalle più comode borse in gomma per l’acqua calda.