Quei giardini mai fioriti

I giardini che ad Asti sono stati progettati dai migliori speciali, ma non sono mai stati realizzati, per rendere più accogliente la cttà nella prospettiva di farla diventare capoluogo di provincia.

Quando la “nera” tornò a far notizia

Dopo vent’anni di quasi totale assenza, la cronaca nera irrompe subito dopo la fine della guerra anche sui giornali astigiani. Ma non andò quasi mai in “apertura”, unica eccezione l’alluvione del ’48, trattata comunque in maniera molto diversa a seconda dei giornali. Un periodo convulso e tumultuoso in cui le battaglie politiche ed il difficile ritorno alla normalità prevalevano, nelle cronache dell ’epoca, sui numerosi fatti di sangue, rapine, frodi annonarie e processi ai criminali fascisti. La testimonanza di luigi garrone, il primo dei cronisti “apprendisti stregoni ” e la non facile vita di chi doveva imparare le nuove regole della libertà di stampa. “Cittadino ”, “gazzetta d’asti ”, “galletto ” e altre nuove e spesso effimere testate di una stagione bella ed irripetibile, il cui “racconto” cambiò radicalmente nel corso degli anni ’50 con l’arrivo di nuovi giornali.

Il cibo simbolico tra festa e quotidianità

La fagiolata di Castiglione tra festa e quotidianità del cibo

La fagiolata di Castiglione

Nella giornata del 2 gennaio, ogni anno, la frazione di Castiglione sulle colline vicine ad Asti, verso Est, elebra la Festa di San Defendente. E’ la prima festa dell’anno nell’Astigiano, dopo la baldoria di San Silvestro. Non è però una festa inventata: all’origine c’è una tradizione che risale al 1200 per questo a Castiglione la definiscono la storica fagiolata. In grandi paioli si fanno bollire i fagioli e i ceci che un tempo si raccoglievano nei giorni precedenti nelle case dell’antico comune . Oggi la tradizione è ancora viva. “Astigiani ” ne racconta la storia e analizza il fenomeno del cibo come elemento di festa popolare tra rito e superamento della fame atavica.

I signori del brindisi

Non fu probabilmente mai scattata una fotografia della cerimonia del 17 dicembre 1932, giorno in cui venne ufficialmente costituito il “consorzio per la tutela dei vini tipici moscato d’asti e asti spumante”. Una trentina di esponenti del mondo enologico piemontese firmarono l’atto con cui nacque il consorzio che ora festaggia gli 80 anni. La prima uscita ufficiale fu a siena. Quel san secondo a cavallo ha continuato a galoppare. Sono cambiati presidenti e strategie per far conoscere in tutto il mondo il vino figlio del moscato, prodotto in 53 comuni, che porta il nome di asti nel mondo.

Vendere brugole e bulloni in corso Alfieri

La storica ferramenta della famiglia Galimberti in corso Alfieri ad Asti