domenica 19 Aprile, 2026
HomeNumero 31In volo su Nazca e quel brindisi a Lima tra calcio e...
Viaggi della vita

In volo su Nazca e quel brindisi a Lima tra calcio e ospitabilità

Quando la sedia a rotelle non frena lo spirito di avventura e la voglia di conoscere

Ogni viaggio ha arricchito la mia vita e ha avuto la capacità di donarmi energie, dandomi sicurezza, consapevolezza, fiducia. Ogni meta è figlia dell’età che avevo quando l’ho raggiunta.

Ne ricordo tre: USA ’95 sulla mitica Route 66, all’inseguimento del sogno on the road che Kerouac accendeva nel mio animo di studente poco più che ventenne.

Altro mio viaggio importante, il Brasile nel 2003 sulle tracce di Jorge Amado a Salvador de Bahia. Due settimane tra cachaça e capoeira e la sorpresa di incontrare tra le vie colorate del quartiere storico del Pelourinho, un amico rocchettese che non vedevo da anni. Per la  serie “quelli di Rocchetta sono ovunque e se non li trovi, sono già passati”.

Infine, ricordo anche il viaggio in Thailandia nel 2010 ad assaporare il rilassamento e la meditazione, senza dimenticare di ricercare, sulla costa dell’oceano, tracce di quel che restava del tremendo tsunami che qualche anno prima aveva colpito anche la famiglia di un mio amico.

Ma il viaggio che più mi è rimasto nel cuore è quello che mi ha portato agli inizi del 2016 in Perù. Un’esperienza che si è presa un posto di grande rilievo in me. Dopo il Brasile sono
tornato nel sud del continente americano passando dalla caotica capitale Lima, metropoli di 10 milioni di abitanti, alla meravigliosa Ica, piccola città verso il confine cileno.

Un itinerario di 17 giorni: dalla metà di gennaio alla prima settimana di febbraio. Gelo in Italia, infradito e maglietta d’ordinanza laggiù. L’ispirazione del viaggio è maturata nel
reparto di Rrf (recupero funzionale) della clinica Maugeri a Pavia.

Il mio “agente di viaggio” è stato Marco, un infermiere con la compagna peruviana, che cercava qualcuno che andasse con loro in Sudamerica. Io ero in quel centro a fare fisioterapia. Senza pensarci troppo gli ho detto che quel “qualcuno” ero io. Avevo bisogno di trovare nuove energie.

Agli inizi di dicembre, dopo aver gettato le basi del viaggio, sono stato dimesso e a casa, dalla mia stanza che guarda le colline della frazione Mogliotti di Rocchetta Tanaro, ho
iniziato una full immersion di Perù. Dai miei libri universitari di storia moderna, dove sono  andato a ristudiare le invasioni spagnole, alla conquista dell’Impero degli Inca nel XVI secolo, passando agli ultimi atlanti geografici, senza dimenticare la guida Lonely Planet, né l’immancabile Wikipedia per i dati sul paese: superficie, popolazione, reddito pro capite, valuta, tipo di governo e situazione politica, visto che in primavera si sarebbero svolte le elezioni presidenziali e per il nuovo parlamento.

Oltre a questa parte ufficiale, ero sicuro che sarebbe stato importante essere preparato bene anche su un argomento che si sarebbe rivelato fondamentale: il calcio. Ho imparato i  nomi di squadre e giocatori più famosi del campionato peruviano, ma anche dei loro campioni che giocano all’estero in Sudamerica e soprattutto in Europa. Sapevo tutto delle gesta di Teofilo Cubillas che portò la loro nazionale a vincere la Copa America nel 1975.

Così, dopo aver passato gli ultimi giorni a preparare documenti e scegliere i voli migliori, per prezzo e durata, la mattina del 18 gennaio ci siamo trovati a Malpensa. C’era il sole, anche se il termometro era sottozero. Ma il nostro orizzonte si sarebbe aperto da lì a
poco, non appena imbarcati sull’aereo della Iberia, la compagnia di bandiera spagnola, direzione Madrid.

Gianfranco Mogliotti, in Perù nel 2016, riceve l’attestato per aver volato sopra il deserto di Nazca

 

Anche il nostro viaggio alla “conquista del Sudamerica” partiva con l’avvallo di un monarca Borbone. Per salire sugli aerei, tragitti e discese, ho potuto utilizzare il servizio per persone  con ridotta mobilità previsto dalla Sala Amica dell’aeroporto milanese. Un aiuto rilevante,  che mi ha permesso di avere un’alta qualità di viaggio. Per chi è su una sedia a rotelle è  molto importante avere questi “angeli custodi”.

Arrivati a Lima, via felpe e vai di magliette leggere. Un caldo benvenuto atmosferico che l asciava presagire giorni belli e ricchi di emozioni. Così tante che hanno risvegliato il mio spirito di cronista. Tutte le sere ho compilato un “diario di bordo”, arricchendolo con le tante foto della giornata.

Scrivendo, riassaporavo con calma tutte le cose che avevo visto. Mi ero un po’ inventato “inviato speciale”, non per una testata, ma per i miei amici social. La cosa era seguita e piaceva. Pagine che ancora oggi rileggo con piacere.

Il resoconto del viaggio vince il concorso letterario “Racconta la tua cura”

 

 

Ricordi che, pochi mesi dopo, mi hanno permesso di scrivere il racconto Io posso volare che vinse la prima edizione del concorso letterario “Racconta la tua cura” indetto dall’Ospedale “S.S. Antonio e Biagio, Cesare Arrigo” di Alessandria.

Una bella soddisfazione.

Sulla Dune Buggy a Huacachina

 

Quel viaggio ha avuto un valore aggiunto speciale grazie alla sicurezza di essere con amici
peruviani che conoscevano tutto alla perfezione. A Lima dormivo e vivevo in un barrio a un’ora di macchina dall’aeroporto, nella piccola casa della famiglia di Jenny, moglie del
mio amico. Pochi comfort ma tanto senso dell’ospitalità.

Sulle strade bianche di quella zona, da solo non avrei mai potuto andare. Ma insieme a Marco e ai suoi tanti amici limegni ho visto e conosciuto un Perù lontano dalle brochure di viaggio (Machu Picchu, con le sue erte scale in pietra, per me era inavvicinabile), ma vicino alla vita reale della gente.

Per qualche giorno, una volta a sud, “Indiana Jones” sono però riuscito a diventarlo: prima con l’emozionante viaggio in Dune Buggy a 150 all’ora sulle dune di sabbia alla Huacachina.
Poi andandomi a tuffare nelle acque del Pacifico nel giorno dedicato a vedere la riserva di  Paracas.

Infine, volando sui cieli di Nazca per andare a leggere le “linee”, misteriosi geoglifi tracciati nel deserto – chissà quando e chissà per chi – che si vedono bene solo dall’alto. Un volo straordinario su un piccolo aereo a elica.

Una volta tornato a Lima, il giorno prima di partire per il rientro siamo andati in un grande centro commerciale. Mentre giravo incuriosito in cerca di piccoli souvenir, nel reparto
vini ho visto una bottiglia di Asti Spumante. Mi sono sentito in dovere di acquistarla e regalarla ai miei ospiti per un ultimo brindisi.

A casa mi stavano aspettando. Quella bottiglia me lo aveva fatto capire.

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Gianfranco Mogliotti
Latest posts by Gianfranco Mogliotti (see all)

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

Intervista a un ragazzo del 2020

31 dicembre 2099. L’inviato di una televisione interstellare intervista uno degli ultimi “ragazzi del Covid”, nati all’inizio del secolo. Negli archivi ci sono vecchi video,...

La collina di Spoon River – marzo 2021

Vera Bosia Invernizzi  18 gennaio 1949 – 19 settembre 2020 Collezionista   Era il mio bisogno di sapere che tutto fosse in ordine a farmi...

Beppe Fassino: l’uomo del Freisa precursore dell’enoturismo

Il Covid si è portato via mio padre, un uomo attivo e visionario. Era nato nel 1948 in una modesta famiglia contadina. I miei...

Un dotto astigiano alle origini del diritto d’autore

È conosciuto come Alberto Bruno da Asti, anche se nacque ad Acqui nel 1467, studiò ad Alba e a Torino per poi addottorarsi a...

Freschi di stampa

Anno Santo 1950, di Giovanni Bianco, Gazzetta d’Asti, 2021, pp. 144, in vendita a offerta Il diacono Giovanni Bianco di Montegrosso ha scritto già molti...

Il naturalista giramondo racconta la sua Langa in tredici pennellate

Mario Zunino, astigiano, docente universitario e naturalista di fama dopo anni di ricerche e viaggi in giro per il mondo (considera il Messico la...

L’esordio di Gianpiero Giordano é un noir ambientato Asti

Una piazza deserta dove si stagliano la Collegiata di San Secondo e il Palazzo comunale, appena spennellati di luce nel colore livido della notte. La...

L’etnografia digitale racconta il futuro a partire dai dati

Ci sono impronte che lasciamo ogni giorno sui nostri dispositivi. Dati minuscoli, che contengono tanto di noi esseri umani e che possono rivelare il perché...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE