Le presentazioni della vigilia
L’edizione 2019 del Bagna Cauda day è stato annunciato da vari eventi di presentazione.
La prima conferenza stampa si è tenuta il 4 novembre nel Municipio di Asti, nell’ambito dell’operazione “Asti profuma d’autunno” dove è stata anche presentata la Fiera del tartufo (foto in alto).
A tutti i ristoratori quest’anno è stato consegnato un grembiulone rosso e un cappello da cuoco con ricamati i loghi del Bagna Cauda day, del Consorzio Barbera d’Asti e Consorzio Asti doCG.
Altre conferenze stampa di presentazione si sono tenute l’11 novembre a Torino alle Cantine risso (foto a destra) e il 12 novembre ad Alessandria, al ristorante Mezzo Litro (foto a sinistra). A lato Emanuela Cerruti di Cafelait di via Roero, uno dei negozi amici del Bagna Cauda Day.
Momenti di Festa









Bagna Cauda Day – Estero


Bagna Cauda Clic
Il profumo di bagna cauda aiuta a sorridere anche sotto la pioggia. E aiuta a vincere il contest Instagram bagna cauda clic. Per questo è la giovanissima Alessia Brosio di Asti, ritratta con bavagliolone e ombrello, la foto che Astigiani insieme al gestore internet wireless iccom hanno deciso di premiare con due anni di connessione completamente gratuita. Sono centinaia le foto pubblicate sul social nei giorni del bagna cauda day con l’hashtag #bagnacaudaclic. In queste pagine ecco i dieci scatti selezionati in collaborazione con il consorzio barbera d’Asti e vini del Monferrato e iccom, sponsor dell’iniziativa. Agli autori, in premio una cantinetta di sei bottiglie offerta dal consorzio.
Iccom ha promosso la botte della verità, iniziativa che ha invitato i partecipanti a “confessarsi” affidando a un video i ricordi e le passioni legati alla bagna cauda. Al video più originale, pubblicato anche su bagnacaudaday.it, è stato assegnato in premio un tablet.











Premio Testa D’aj




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Ode all’aglio
Dono d’amore con ricetta
Margherita Oggero, la scrittrice torinese che ha ricevuto il premio Testa, con Carlin Petrini, Paolo Fresu e Giacomo Ghiazza ci ha inviato questa testimonianza che volentieri pubblichiamo.
Gli oroscopi, si sa, sono per loro natura apodittici: tutte certezze e nessun dubbio. Il mio, di oroscopo, me l’ha fatto l’amico di un amico una domenica pomeriggio d’agosto in cui per il caldo stramazzavano a terra anche i tafani.
Data e ora e luogo di nascita, ricerca dell’ascendente, calcoli esoterici e la cosa più esilarante e indiscutibile che ne è venuta fuori è che sarei allergica ai sapori forti. Invece io adoro l’aglio che è addirittura iscritto in un intero segmento del mio dna, e non si può certo dire che l’aglio si collochi nella fascia dei sapori deboli, di quelli adatti alle signorine dei romanzi popolari dell’800, che svenivano con eleganza al minimo effluvio che non fosse di violetta, o convenienti alle influencer di oggi, che si nutrono esclusivamente di barrette o beveroni dietetici.
Agli oroscopi (e alle certezze proclamate dai balconi e dai palchi) preferisco da sempre il possibilismo ironico dei proverbi piemontesi, tipo Quand che Superga a l’à ‘l capel, o ca
fa brut o ca fa bel: insomma lasciamo aperte le finestre dell’eventuale.
Tornando all’aglio: sublime nella soma, in cui il terzetto degli ingredienti costitutivi (pane olio aglio, e un pizzichino di sale se il pane è sciapo) rasenta la perfezione nell’economia e
nel sapore; perfetto addirittura nella bagna cauda che senz’aglio è altra cosa, buona per carità a detta di chi la mangia, ma bisognerebbe chiamarla in un altro modo.
Io sono per la classica che gli amici del Bagna Cauda Day chiamano “Come Dio comanda” e
quella senz’aglio è l’atea. E che dire della maionese d’aglio? Ho imparato a farla a Vessalico
(patria, insieme con Caraglio -nomen omen- di un aglio doc), dove ogni anno il 2 di luglio invece che alle Maldive andavamo, mio marito e io, a festeggiare l’anniversario del matrimonio, in concomitanza con la fiera del paese, dedicata appunto all’aglio, con il corollario di una collana di teste (d’aglio) come regalo maritale al posto di altro cadeau.
Per la maionese -nel caso interessi a qualcuno- ci va un mortaio (di marmo) e un pestello robusto (di legno, preferibilmente di ulivo): mettere nel mortaio gli spicchi d’aglio sbucciati e qualche grano di sale grosso, pestare in tondo e prima che il tutto diventi poltiglia aggiungere a filo esilissimo l’olio.
Se non si cambia il verso della pestata, il composto comincia a montare, proprio come la maionese d’uovo e diventa una crema. Su un pomodoro tagliato a metà o su qualunque altro supporto è una galuperia divina. Provare per credere: la ricetta è più affidabile degli
oroscopi.
Di Margherita Oggero
Bagna Cauda Pax
A cucinare la bagna cauda nello storico salone del refettorio del seminario di Asti, oltre allo staff della cooperativa No problem, una cuoca ebrea, Daniela Diveroli, e una di origini musulmane, zoulikha Laradji. Insieme a loro pina Fassi, già cuoca del ristorante Gener neuv.
Bagna Cauda pax è stato un incontro a tavola tra persone di fedi diverse, nel segno della convivialità e della pace, promosso dall’associazione Italia-Israele di cui è presidente Luigi Florio, nella foto insieme al sindaco rasero, all’assessore al turismo Loretta Bologna e a Piercarlo Grimaldi.
Bagna Cauda Market
Sabato 22 novembre in piazza San Secondo il Bagna Cauda Market, in collaborazione con la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), ha proposto prodotti tipici autunnali, incontri e degustazioni.
Sotto, il trio Medusa ha acceso il Fujot Gigante in piazza statuto venerdì sera per dare il via ufficiale alla tre giorni del profumato evento.
L’accensione del grande fujot
La Bagna merita l’Unesco?
tra gli ospiti del convegno “La bagna cauda merita l’unesco?” il direttore dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero Roberto Cerrato e l’assessore all’Agricoltura della regione Piemonte Marco Protopapa. Hanno partecipato anche rappresentanti dei comuni di Nizza, Caraglio, Carmagnola, siti di produzione tipica degli ingredienti della bagna cauda che daranno vita al progetto Bagna Cauda Academy.
A chiusura del convegno, sono intervenuti il ristoratore dello storico Gener neuv Piero Fassi e lo chef stellato Andrea ribaldone che ha cucinato la su bagna cauda nelle cucine di palazzo Gazelli.
Bagna alla lavagna
Anche quest’anno sono state coinvolte le scuole: 48 classi e quasi mille allievi premiati
per aver partecipato, con la guida dei loro insegnanti, alla seconda edizione dell’iniziativa
di ricerca Bagna alla Lavagna con disegni, elaborati, video e ricerche che sono rimaste
in mostra per tre giorni sotto il Bagno a palchetto.
Hanno partecipato le scuole primarie Buonarroti, Rio Crosio, Dante, Baussano e l’Istituto
Comprensivo di Costigliole. Tra le scuole secondarie di primo grado hanno compiuto
ricerche gli alunni della Parini, Brofferio, Martiri della Libertà e Jona.
La premiazione, in collaborazione con la libreria Marchia, è avvenuta domenica 24 novembre alla scuola Cpia di piazza Leonardo da Vinci.






