martedì 24 Febbraio, 2026
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1979-2018

I 40 anni di storia di Asti Teatro

La rassegna estiva raccontata da chi l'ha vissuta
Dal 21 giugno al 1° luglio si snoderà il cartellone di Asti Teatro, giunto alla quarantesima edizione e Astigiani ne ripercorre in queste pagine la nascita e l’evolversi ospitando anche le testimonianze di chi questa rassegna-confronto estiva di spettacoli internazionali la ispirò e la creò, di chi l’ha gestita per anni e di chi la sta gestendo. Ci sono ricordi di chi ad Asti Teatro ha recitato, o l’ha vissuto da fotografo o come giornalista. Sono pochi i festival teatrali che hanno raggiunto il traguardo delle 40 edizioni. Asti Teatro ha avuto momenti alti e bassi, suscitato entusiasmi e polemiche. I primi spettacoli furono proposti nell’estate del 1979. Dopo pochi mesi si sarebbe chiuso per restauri il Teatro Alfieri che riaprirà oltre vent’anni dopo. Si pensava che una volta riavuto il teatro il festival non avesse più futuro invece il cartellone estivo ha trovato nuove idee e nuova linfa, riscoprendo ancora di più la bellezza del centro storico.

Sulla gradinata gremita nel cortile del Collegio

 

La foto che pubblichiamo in questa pagina racconta un’altra epoca: 1979, prima edizione di Asti Teatro. I seicento posti della gradinata allestita nel cortile del palazzo del Collegio sono gremiti. In scena c’è Flowers del regista Lindsay Kemp, uno dei grandi richiami internazionali del cartellone. Le evoluzioni degli attori acrobati stupiscono e affascinano il pubblico non solo astigiano. Il festival che voleva ricreare le atmosfere di Avignone e cercare di contendere la fama nazionale a Spoleto, mosse così i suoi primi passi, conquistandosi un pubblico, soprattutto fatto di giovani, che aveva la sensazione di essere al centro di un grande evento. Certi spettacoli di quelle prime edizioni sono rimasti nella memoria di tanti. Scorrere i cartelloni, anno per anno, fa scoprire e riscoprire che hanno calcato i palcoscenici di Asti Teatro i grandi nomi della prosa e della ricerca, musicisti, danzatori, giovani semisconosciuti destinati a diventare famosi. Gli amministratori che decisero di far nascere il festival, trovando alleanze e idee allo Stabile di Torino, avevano il progetto di rivitalizzare il centro storico e non sapevano che da lì a pochi mesi il Teatro Alfieri si sarebbe dovuto chiudere per restauri e rimase chiuso per oltre vent’anni. Asti Teatro è continuato, anche quando sono cambiate le amministrazioni e il progetto, nato come parto della sinistra (Laurana Lajolo, Luciano Nattino, Salvatore Leto), è stato mantenuto vivo anche dal centrodestra, superando le voci e le perplessità di chi avrebbe voluto che “quei soldi pubblici si spendessero per asfaltare le strade”. L’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito durante la presentazione di quest’anno ha ricordato l’ultimatum ricevuto nel 2010 quando ricopriva la stessa carica dall’allora sindaco Galvagno che a causa delle ristrettezze del bilancio gli impose una scelta: o Asti Teatro o Asti Musica. “Abbiamo fatto i salti mortali e siamo riusciti a salvarli entrambi.

Oggi con la sponsorizzazione triennale della Compagnia di San Paolo possiamo dire che il futuro di Asti Teatro non è più in bilico”. Il festival ha superato anche la stagione della drammaturgia contemporanea che piaceva più ai critici che al pubblico e ha saputo ritrovare negli anni un nuovo legame con la città, aprendosi, scoprendo spazi diversi, offrendo ai giovani attori l’opportunità di farsi conoscere. Con l’edizione numero 40 arriva una mostra a raccontarne gli anni in attesa di poter vedere online il prezioso patrimonio di foto, locandine, recensioni. Il cartellone si annuncia ricco di spunti, con grandi ritorni e stimolanti novità. Il festival ha perduto l’allure di grande evento internazionale, ma ha saputo adattarsi e non morire. La vita, si sa, ricomincia a quarant’anni.

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Sergio Miravalle
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Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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