Il canto dell’angelo Maria alias Laura

Il pagmento dell'"affitto" al gestore del locale per l'uso del biliardo o del mazzo di carte.

In questa bottega impacchettano anche il tempo

L’emporio fantastico dei fratelli Pistone di Canelli

Quando all’osteria dopo il gioco si pagavano “i fabbri”

Il pagmento dell'"affitto" al gestore del locale per l'uso del biliardo o del mazzo di carte.

Nel Dopoguerra arriva il Flit, lo stermina insetti

La pompetta del DDT fu cantata anche in un motivetto d’epoca

Accadde nel secondo trimestre 2002- 1912 Vent’anni fa il Palio con...

Un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta di fatti e personaggi

Mussolini concede la Provincia ma spegne il Palio

Il 1935 è un anno importante per la vita astigiana. Dopo un lungo e tormentato iter quell’anno, a marzo, viene conferito alla città il titolo di capoluogo di provincia e si crea il nuovo ente ritagliato sulla carta amministrativa del Piemonte tra le province di Alessandria e Torino, senza intaccare i confini di quella di Cuneo, forte del veto di Casa Savoia “La Granda non si tocca” . Da Castelnuovo Don Bosco a Serole, Asti ha così la sua Provincia che, i più fantasiosi indicarono a forma di grappolo d’uva.