mercoledì 7 Dicembre, 2022
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Sergio Miravalle

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Giornalista professionista. Classe 1952. Per oltre trent’anni alla “La Stampa” tra Asti e Torino. Ha seguito e racconta il mondo del vino. Ama la vite e da qualche anno anche gli ulivi. È stato presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte.

Addio al ribollir dei tini. Asti non ha più cantine in...

Fino a trent’anni fa erano una ventina le aziende vinicole di Asti città e degli immediati dintorni che pigiavano l’uva, vinificavano e vendevano il vino sfuso, in damigiane o in bottiglia. Un tessuto di attività enologiche praticamente scomparso lasciando nella memoria i nomi di quelle imprese e la sorpresa di scoprire etichette e storie dimenticate. Che cosa è successo? Perché quel mondo si è dissolto? La città era punteggiata di cantine e ancor più di osterie. “Astigiani” ne racconta l’epopea e disegna la mappa di una città che non esiste più. 

L’astigiano più famoso dei Mari del Sud

Da Montaldo all’isola di Tonga consigliere agricolo del re

Quelle uova da Nobel in Valle San Pietro

Nel 1942 Rita Levi Montalcini sfollò con la famiglia sulle colline attorno ad Asti, ma non smise le ricerche

Carlo Leva

Partendo dal Monferrato per arrivare al fianco di grandi registi cinematografici, Carlo Leva ripercorre la sua vita "da cinema". Scenografo in 155 film, ha mosso i primi passi in un club studentesco genovese con un proiettore dei fratelli Lumière, acquistato dal nonno Carlo. Poi sono arrivati la Rai e Carosello. Grazie al kolossal "Sodoma e Gomorra", ha esordito come aiuto scenografo e ha conosciuto Sergio Leone che lo ha voluto al suo fianco per i film western più celebri: "Per un pugno di dollari", "Il buono, il brutto e il cattivo" e "C’era una volta il west".