“Ero la numero 65 delle signorine Stipel”

L’operatrice di commutazione – ci chiamavano le “signorine Stipel” – svolgeva un lavoro che aveva una copertura di ventiquattro ore

“Noi, i ragazzi della scala mobile dell’Upim”

Appena varcata la soglia dell’Upim (aveva aperto nel suo palazzo in corso Alfieri, dopo i primi decenni in piazza Statuto angolo via Bruno), si spalancava un mondo di luci e sorprese

Un pastificio nel paese delle grissie

C’era un negozio di pasta fresca in via San Secondo nel cuore di Torino che mi interessava per fare un bar. Un giorno c’erano tutte le macchine per fare la pasta in mezzo alla via.

Ecco come vincere il “carpionato” del mondo

L’importante è fare bene il carpione, con aceto di vino buono (magari con l’aggiunta di acqua e di mezzo bicchiere di vino bianco per stemperare il forte), spicchi d’aglio carnosi, abbondanti ciuffi di salvia.

Scoppia la Cernaia e la guerra entra nei modi di dire

È s-ciudij na Cernaia. La traduzione letterale “si è schiusa una Cernaia” va intesa come “è successo il finimondo, una gran confusione”

Un astigiano sulle tracce del 108 di Gio Ponti

La bellezza del libro è sicuramente dovuta anche ai moltissimi disegni che illustrano, spiegano, approfondiscono il modus operandi tanto dell’autore quanto del soggetto preso in esame.