venerdì 16 Gennaio, 2026
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Marsiglia, Etiopia: l’architettura diventa viaggio

Marta Berzano, fresca di laurea al Politecnico di Torino, in Africa si è occupata del progetto per un ostello con mattoni di terra cruda
Astigiani non si occupa solo del passato in senso stretto. La rubrica “Tempo futuro” racconta piccole e grandi storie di chi sta guardando avanti, non solo grazie alla giovinezza. Con tenacia e fantasia, senza dimenticare la forza e il gusto delle proprie origini.

Costruire a impatto zero e in modo sostenibile. Per Marta, neoarchitetta, non è una moda e nemmeno una scelta “ideologica”.

Marta ci crede e l’ha dimostrato, prima di tutto a se stessa, preparandosi alla laurea con uno stage in terra d’Africa. Nella primavera del 2013 ha collaborato alla realizzazione di un ostello per i bambini a Getche, in Etiopia. La particolarità del progetto è che si tratta di una struttura in blocchi mattone di terra cruda prodotti in loco. Due benefici, in uno: materiale a basso costo e favorire l’autocostruzione da parte degli abitanti con l’obiettivo di renderli autosufficienti. 

Il progetto è nato in seno alla Onlus torinese “Mattone su Mattone”, che coinvolge insegnanti e studenti del Politecnico desiderosi di offrire il proprio contributo alla soluzione dei problemi abitativi nelle aree depresse del mondo. Solidarietà e ingegno “made in Piemonte”.

Per Marta, una bella lezione non solo professionale, ma di vita. «Ho potuto seguire le operazioni di cantiere insieme ad altri componenti dell’associazione – racconta Marta Berzano. Con l’appoggio di una missione cristiana abbiamo aiutato gli abitanti del villaggio a considerare nuove tecniche costruttive. È stata inviata dal Piemonte una pressa per la produzione di blocchi mattone (terra cruda pressata e stabilizzata). Così si è iniziata la costruzione dell’edificio che si pensa di completare prima che inizi la stagione delle piogge. Il mio coinvolgimento dal punto di vista umano e professionale è stato totale. Il rapporto con gli etiopi, molto legati alle loro tradizioni, ma anche aperti alle altre culture, disponibili verso il prossimo, mi ha cambiato e cambiato il mio modo di pensare. Da quell’esperienza così gratificante ho scoperto il valore intrinseco del viaggio. Il mio obiettivo ora è viaggiare, il più possibile».

Marta Berzano con i compagni di corso a Marsiglia (2012)

 

La voglia di conoscere realtà “altre”, aveva già portato la giovane astigiana a Marsiglia nel 2012. Dieci mesi di studio nel campus universitario della metropoli francese “capitale europea della cultura. «Un’esperienza molto stimolante, anche per la grande trasformazione che stava subendo la città – ricorda Marta. Ho veramente capito che cosa significa abitare in una città cosmopolita e sentirsi parte integrante di essa». Il melting pot di Marsiglia, i suoi mercati rionali, il Vieux Port. Il quartiere arabo, le bancarelle dell’usato e dei libri, gli atelier d’arte del quartiere le Panier. Il tutto abbinato a un’offerta culturale (musei d’arte, musica, installazioni artistiche) considerevole.

Come scrive Jean-Claude Izzo, la bellezza di Marsiglia non si fotografa, “si condivide”. «Per me – aggiunge Marta – è stata inoltre fondamentale la vita nel campus universitario a contatto con molti altri studenti provenienti da tutto il mondo, che mi hanno trasmesso molto di loro e mi hanno arricchita interiormente. Per non parlare poi della conoscenza di una nuova lingua che si può approfondire in maniera molto più completa sul posto».

Oltre a seguire le lezioni in facoltà, Marta ha anche lavorato per un atelier d’architettura. «Anche in Francia, per quanto ho potuto verificare, la moltitudine e la complicazione delle pratiche burocratiche è in molti casi eccessiva. Ho apprezzato nel modo di progettare l’attenzione per il costruito e per il luogo in cui viene inserito l’intervento che si realizza e anche lo sforzo per arrivare a una fusione armoniosa, seppur moderna, con l’ambiente circostante. Certo non è tutto facile, Marsiglia deve fare i conti con un forte tasso di criminalità e con tentativi di riciclo del denaro sporco in tutti i settori, compresa l’edilizia».

All’architettura e all’arte Marta si è appassionata fin dalle scuole medie: «Devo dire grazie alla professoressa d’arte se il mio interesse è nato e si è sviluppato, fino a sfociare in una scelta più matura e consapevole alla fine del liceo. Con il tempo ho scoperto le sfaccettature dell’architettura, incentrando i miei interessi su argomenti più attuali quali la sostenibilità, la costruzione di edifici a impatto zero, l’attenzione per il riutilizzo di spazi già edificati. L’obiettivo è ridurre il consumo di spazi verdi e liberi, diventati cosi preziosi nel nostro contesto storico e sociale».

Marta Berzano nel cantiere dell’Ostello per l’infanzia a Getche in Etiopia 2013

 

Con la laurea in tasca dal mese di luglio, Marta non mette confini né barriere al suo futuro professionale, anche se confida che il suo sogno sarebbe di poter lavorare in un atelier specializzato nel restauro o su progetti innovativi e sostenibili. Poche illusioni e tanta voglia di fare nuove esperienze. «Le competenze dei giovani architetti spesso non sono considerate come forse ci si aspetterebbe: bisogna dotarsi di una buona dose di umiltà e pazienza. I risultati si guadagnano con il tempo e la fatica». 

Il rapporto con Asti è ondivago, come per tanti altri giovani alle prese con la costruzione del proprio progetto di vita. Amore e odio, nostalgia quando si è lontani, orizzonte troppo stretto quando ci si affaccia dalla finestra di casa. Per Marta, ora, è più forte il desiderio di andare, la voglia di esplorare e acquisire nuovi strumenti e conoscenze. Però non esclude di ritornare «per rimboccarsi le maniche per provare a cambiare qualcosa in meglio, o anche solo per dare il proprio, modesto, contributo alla città, che resta comunque la mia città». Sempre che la città sappia creare qualche opportunità… 

La Scheda

 

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Roberta Favrin

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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