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Cari chef siete avvisati: “La cucina è donna”

I 35 anni della delegazione di Asti del Club del Fornello

Se fosse una fiaba questa storia potrebbe iniziare con “C’era una volta un bellissimo castello…” e racconterebbe della nascita di un sodalizio dove non ci sono Cenerentole alla ricerca del principe azzurro, ma signore desiderose di dimostrare che ai fornelli non hanno rivali. La storia vera parte dal novembre 1977 in un salone del castello a Rivalta di Piacenza, davanti al caminetto acceso. Una intrepida signora, l’antiquaria Magda Lucchini spronò le amiche: “È ora che le donne si riapproprino del loro regno: la cucina!”.  Non c’era rivendicazioni femministe in quelle parole, ma la voglia di mettere in chiaro che in cucina il gentil sesso non vuole essere relegato al ruolo di ancella dei grandi cuochi. L’alta cucina non è solo prerogativa degli chef maschi, ma può avere anche un tocco femminile.  Nacque così il primo Club del Fornello, un riscatto in rosa nei confronti delle paludate accademie gastronomiche maschili, un luogo in cui le donne potessero coltivare davvero e concretamente la loro passione per la cucina fuori dai fornelli domestici.

Il mitico tacchino ad ali aperte realizzato per la cena del ventennale del 2001

 

 Magda Lucchini diede il nome, il simbolo, lo statuto e la sede nazionale a Piacenza al suo club che negli anni è cresciuto con molte delegazioni in altre città. La delegazione di Asti nacque nel 1981 grazie ad un incontro tra Magda e le astigiane Marisa Limone e Liliana Marengo. Entusiaste delle finalità del Club del Fornello, convivialità, amore per l’ospite e recupero delle ricette tradizionali, Liliana e Marisa iniziarono a cucinare insieme alle altre amiche socie astigiane usando la cucina del ristorante Gener Neuv dove ci fu il battesimo ufficiale delle Fornelle astigiane e dove Piero e Pina Fassi, non solo concessero loro i locali per cucinare, ma dispensarono utilissimi consigli e ricette. Fu poi la volta del Castello di Costigliole e anche il salone del Palazzo dei Leoni ospitò per alcune cene le socie e i loro ospiti. Molte ricordano la magica serata degli auguri del Natale 1999 con l’abbinamento della cena con lo spettacolo intitolato ”Madama Sinoira” della regista Alessandra Rossi Ghiglione, con la scenografia e produzione dell’astigiano Maurizio Agostinetto, creato dal festival di Calamandrana Teatro e Colline. Una ricetta che le Fornelle ricordano  particolarmente, perché molto elaborata, è quella realizzata per  il Ventennale nel 2001 e impegnò tutte le socie per giorni: il tacchino ad ali aperte con roselline di paté dove servì anche l’aiuto di un falegname per realizzare i sostegni per le ali.  Memorabile è stata anche la Cena del Trentennale  del Club, nel maggio 2011, nel Refettorio del Seminario vescovile. Le Fornelle negli anni  hanno cucinato in vari ristoranti. L’attuale sede dove la delegazione si trova per cucinare è il Foyer delle Famiglie, in piazza Castigliano.

 

La cena trentennale del club nel 2011. Nei riquadri in alto la Presidente nazionale Gisella Corvi, sotto la delegata quell’anno in carica: Greca Rovero Lucotti

 

Durante l’anno sociale, da settembre a giugno, si mettono in calendario sei cene e spesso ci sono ospiti relatori che affrontano svariati temi culinari. Il Club del Fornello cura la raccolta delle ricette preparate  e ha già dato alle stampe: I nostri Natali, I nostri Dolci, Stuzzichini e antipasti e partecipato con alcune ricette alla stesura del Codice della Cucina Autentica di Asti, curato dalla Sagittario Editore. Il sodalizio guarda anche ai giovani talenti della cucina e da anni collabora con l’Agenzia Formazione Colline Astigiane con due borse di studio per gli  studenti che, durante l’anno scolastico e il saggio finale, abbiano dato prova di abilità e passione.  Nel 2016 si è aggiunta una borsa di studio in memoria della socia Marisa Vogliolo Macagno, scomparsa ad aprile. Era lei che ogni anno conferiva a nome del Club un piatto marchiato Club del Fornello alla Pro Loco che si fosse distinta durante il Festival delle Sagre per la qualità del piatto proposto. La buona tavola si accompagna alle buone azioni. Il Club del Fornello da anni sostiene l’Ospedale pediatrico di Brasov in Romania e quest’anno invierà denaro alle popolazioni colpite dal recente terremoto. Nel 1994 il Club di Asti destinò un contributo per l’alluvione all’Asilo statale di Borgo Tanaro. Il club ha aderito anche all’iniziativa della biblioteca “Astense Giorgio Faletti” Adotta uno scaffale: la delegazione astigiana nel 2015 ha sottoscritto la quota e lo scaffale del Club del Fornello contiene ora libri di cucina. 

Le Schede

 

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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