martedì 13 Gennaio, 2026
HomeArteUn volto di signora in un elegante interno borghese
Un Quadro una Storia

Un volto di signora in un elegante interno borghese

Anacleto Laretto, ritratti attenti ai dettagli

Nel gennaio 1999 le testate locali di Astigiano e Alessandrino furono impegnate in una curiosa caccia al tesoro, promossa dall’Ufficio Musei del Comune di Asti insieme all’associazione Arte e Dintorni. L’obiettivo era identificare i numerosi ritratti rinvenuti nel Fondo Anacleto Laretto, affluito alle Collezioni Civiche, ma carente in documentazione storica. L’inventario della Pinacoteca Civica era stato avviato nel 1998 per aderire al sistema informatico regionale e per consentire i restauri nelle sale di Palazzo Mazzetti di Frinco. Tra le opere rinvenute, accanto ai bozzetti per gli affreschi della chiesa dell’Annunziata di Grana Monferrato (“San Pietro Penitente”, 1902), furono identificati i ritratti di Adelaide “Cinola” Ravizza di Castell’Alfero, del generale Gaetano Giardino e dello storico Niccola Gabiani, estimatore del Laretto. Rinomato artista, quest’ultimo era sensibile al restauro degli affreschi nelle chiese conventuali di Asti e provincia. Dopo la frequenza all’Accademia Albertina di Torino (1893-1896), Anacleto Laretto coltivò con tenacia il disegno dal vero, prediligendo l’esecuzione del ritratto e della pittura sacra.

A. LARETTO (Grana Mon.to 1874 – Asti 1950), Ritratto della signora Lucchese, 1936, olio su tela, cm. 209 x 115, firmato e datato, Collezioni Civiche inv. n. 818; esposto in permanenza nell’ex Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Asti.

Personalità riservata e laboriosa, in Asti divenne collaboratore di Michelangelo Pittatore, fino alla scomparsa del Maestro (1903), proseguendone quindi gli insegnamenti: insieme agli altri due allievi del Pittatore, Paolo Arri (Asti 1868 -1939) e Giulio Musso (Asti 1851-1915), intervenne sulle decorazioni del soffitto del Teatro Alfieri (1912). Attento osservatore del reale, Anacleto Laretto si accostò con naturalezza alla composizione del ritratto, che insieme alla fotografia artistica rappresentava uno dei generi più richiesti dal collezionismo borghese del Primo Novecento. Espose infatti tre ritratti alla Mostra d’Arte Astigiana del 1937, confermando le doti di acuto conoscitore del dettaglio somatico, della descrizione ambientale, qualità peraltro acquisite in ambito accademico, sotto la guida di Giacomo Grosso, Andrea Tavernier e Celestino Gilardi, ma consolidate al suggestivo linguaggio simbolista dello scultore Luigi Contratti, attivo nella decorazione di numerose tombe del Cimitero Urbano di Asti. Laretto tuttavia seppe superare i condizionamenti della committenza, contemperando l’armonia spaziale con l’essenzialità della resa somatica: il “Ritratto della signora Lucchese” (1936, inv. 818, Collezioni Pinacoteca Civica di Asti), dedicato alla giovane esponente della sartoria Lucchese, rivela infatti l’abile resa luministica del volto, delle spalle e delle braccia in rispondenza alla vibrazione tonale dell’abito, calibrato dal drappeggio delle corolle sulla consolle. La descrizione ambientale (il minuto intaglio degli arredi neobarocchi, la cifra decorativa dei tessuti), l’elegante atmosfera d’interno borghese paiono ammorbidire la rigida convenzionalità della posa, restituendone la veridicità di frammento quotidiano e di testimonianza storico-artistica. 

L'AUTRICE DELL'ARTICOLO

Marida Faussone

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La collina di Spoon River – giugno 2020

Senza nome 239 vittime del Coronavirus in Provincia di Asti dal 21 febbraio 2020 all'8 giugno 2020 Abbiamo lasciato la forma terrena di vita uno dopo...

Almanacco della quarantena

22 febbraio – Nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Cardinal Massaia è ricoverata una donna, sospetta positiva al Coronavirus. Risulterà poi negativa. 23 febbraio –...

La quarantena deflagra sul web

  1. A metà aprile Maurizio Rasero si traveste per smascherare i “furbetti dei buoni spesa”, l'iniziativa ha eco sui media italiani e stranieri. Sono numerose...

Diario della quarantena

LE MESSE IN STREAMING PER TENERE UNITA LA MIA CHIESA Marco Prastaro Vescovo di Asti, 57 anni   Quando la pandemia ci ha rinchiusi in casa, capii che...

Storia di Rosa, bimba di Refrancore sopravvissuta alla spagnola

Mia nonna, Rosa Borgo, è nata l’8 agosto 1911 in frazione Calcini di Refrancore da Irene Roberto e Giuseppe Borgo, detto Pinu. Una famiglia...

Dopo la grande guerra altri lutti con la spagnola

Con il Settecento le epidemie non sono più fatalità o volere divinoù   E poi venne la Spagnola. Un secolo fa, nel secondo decennio del Novecento,...

L’antica paura del contagio tra animali e uomo

Il lungo percorso della medicina veterinaria   Se ne sono dette tante su come si possa essere diffuso il Coronavirus nell’uomo. Si è puntato il dito...

Per grazia ricevuta, contro i contagi ex voto e santuari

La fede baluardo contro le malattie   Gli ex voto ci parlano di uno stretto rapporto tra cielo e terra, tra straordinario e quotidiano, tra fede...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE