martedì 10 Marzo, 2026
HomeNumero 34Stemmi Comunali
Simboli storici

Stemmi Comunali

Un colorato viaggio tra i simboli adottati dai 118 comuni della Provincia di Asti
Ciascuno dei 118 comuni della provincia di asti ha un proprio stemma che si può trovare nei documenti ufficiali o sulla facciata del comune. In una colorata carrellata è curioso scoprire quali sono le origini di ognuno di questi simboli, che cosa significano determinati elementi raffigurati e se ci sono i riferimenti al toponimo, alla storia del paese o alle famiglie feudatarie. Nelle più svariate rappresentazioni sono state raffigurate aquile, leoni, alberi, colline, grappoli d’uva, torri, castelli o croci, ma ci sono anche molti riferimenti religiosi. Lo stemma del comune di Asti ha subito variazioni con napoleone per poi tornare a quello classico. per scegliere quello della provincia era stato indetto un concorso tra artisti. Riproduzioni degli stemmi comunali si trovano a Palazzo Mazzetti e l’idea di raffigurarli tutti in ceramica nel salone del palazzo della provincia si è fermata, per ora, al 57esimo.

La corona e lo scudo sono in tutti gli stemmi

 

Lo stemma come elemento di identità che affonda le sue origini nella storia o viene creato prendendo spunto da collegamenti anche più recenti.

Colori e simboli che diventano quelli della città e del paese in una galleria dove non mancano le curiosità. In una domenica dello scorso ottobre alla trasmissione “Che tempo che fa” Luciana Littizzetto ha scherzato, alla sua maniera, su alcuni degli stemmi più strambi e curiosi adottati dai Comuni
italiani. Non sono mancate repliche stizzite.

Astigiani nelle prossime pagine propone una colorata carrellata araldica
tra gli stemmi dei 118 Comun della provincia. Questi simboli comunali
avrebbero dovuto essere tutti riprodotti in ceramica nel salone del Consiglio
provinciale, ma l’esposizione si è fermata a 57.

Andando a curiosare meglio si scopre che su alcuni è raffigurato un leone
rampante o una stella, in altri una torre, una pianta, un pesce oppure un’aquila. In altri ancora c’è soltanto una croce oppure una lettera e qualcuno non ha simboli, ma soltanto bande colorate, spesso argentate. È questo il riassunto che emerge da un colpo d’occhio generale ai 118 stemmi degli altrettanti Comuni della Provincia di Asti.

Durante la trasmissione televisiva “Che tempo che fa” dell’11 ottobre 2020 Luciana Littizzetto ha ironizzato sul tema degli stemmi

Senza addentrarsi troppo nei complessi tecnicismi dell’araldica e delle sue
descrizioni difficilmente comprensibili, diventa curioso analizzare gli stemmi
uno ad uno per comprendere ciò che presentano. Dietro a ciascuno di essi c’è
un significato, a volte nascosto, che può essere stato ricavato da elementi o fatti storici del Comune, senza tralasciare un pizzico di fantasia. Ogni stemma rivela, infatti, una simbologia, non casuale, ma precisamente dettata da scelte compiute in tempi più o meno recenti.

Si può scoprire che un determinato elemento è tratto dallo stemma della
famiglia che in quel paese ha dominato per secoli, oppure che il castello
riprodotto oggi non è più presente perché raso al suolo durante una battaglia. E ci sono anche riferimenti a Santi, prodotti agricoli, animali, monumenti o elementi naturali del territorio.

In molti stemmi, spesso sotto la punta dello scudo, si legge il motto che può raccontare ulteriori frammenti della storia del Comune o collegarsi a ciò che è raffigurato nello stemma stesso. Gli elementi che non possono mancare
in uno stemma sono lo scudo e la corona. Il primo deve comparire con
determinate proporzioni e la corona è differente per Comune, Città o Provincia.

Le regole per la realizzazione di uno stemma sono state ridefinite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2011 che illustra l’iter che un Comune deve seguire per raggiungere l’approvazione ufficiale, definita
tecnicamente “concessione”, ottenuta con l’emanazione di un decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, poi trascritta nel Libro araldico degli Enti territoriali e giuridici, documento ufficiale conservato all’Archivio centrale dello Stato.

Le origini degli stemmi astigiani sono varie: alcuni risalgono al Medioevo,
inalterati o corretti successivamente, altri erano già stati pubblicati in antichi
documenti o raffigurati in palazzi e chiese, ma qualcuno è stato invece creato negli ultimi vent’anni. Una scelta, quest’ultima, che ha consentito ai Comuni che ne erano privi di poter impreziosire la carta intestata, i timbri o la facciata del Municipio, ma soprattutto di essere dotati di un emblema che li distinguesse nei secoli a venire.

 

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Alessandro Sacco
Latest posts by Alessandro Sacco (see all)

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La tormentata storia del Centro Studi Alfieriani

La nascita nel 1937 del Centro Nazionale di Studi Alfieriani in contemporanea con quelli dedicati a Leopardi e Manzoni L’astigiano Bruno Gambarotta, con la consueta...
Andamento popolazione residente

Persi in un anno duemila residenti

Culle vuote e troppe bare Un allarme sociale   Immaginatevi un paese intero, come Incisa Scapaccino, che svanisce. Oltre duemila abitanti persi nella voragine di questo “inverno demografico”...

Sul calendario giugno-luglio-agosto-settembre 2020

22 giugno Salvi per il rotto della cuffia i 210 posti di lavoro alla BCube che erano a rischio per lo scadere del contratto...

Accadde nel secondo e terzo trimestre 2010-1920

2010 9 aprile – viene inaugurato in via Natta lo Spazio San Giovanni, prima tranche del Museo Diocesano 19 settembre – Tanaro Trincere Torrazzo vince...

La collina di Spoon River – settembre 2020

Renza Rosso 18 maggio 1926 - 1 luglio 2020 Insegnante di inglese Mi definiscono cittadina del mondo, ma sento forte il legame con mia sorella...

Il ghiacciolo omaggio di Nilva

Non ricordo più se fossero Motta oppure Algida o Eldorado o Tanara oppure di qualche marca locale. So però che li vendevano Nilva e...

Un catalogo botanico al tempo della “Bolla dei Tulipani”

Il Florilegium amplissumum et selectissimum di Emanuel Sweerts, prezioso esemplare a stampa pubblicato ad Amsterdam nel 1631, nasce in realtà quale sontuoso catalogo pubblicitario...

All’osteria di Cisterna d’Asti era vietato rubare le canzoni

Pubblicato nella collana I saperi del fare. Uomini e luoghi nei paesaggi viticoli di Langhe-Roero e Monferrato che, come si legge nella quarta di...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE