mercoledì 11 Marzo, 2026
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Parole di pietra

La fontana dell’Asti spumante zampilla dal 1949

Voluta per salutare chi arriva dalla stazione

Pochi sanno che Asti ha un monumento al vino, così come ne ha uno dedicato all’acqua, o meglio all’acquedotto, che è in piazza Medici. Quello al vino invece è sotto gli occhi di tutti in piazza Marconi, davanti alla stazione, ma è assediato dalle auto in sosta. Al centro della fontana con vasca rettangolare di travertino c’è una coppa di spumante in marmo bianco di Carrara, da cui scende l’acqua a cascatella, con altri piccoli getti dai bordi della vasca. Sullo stelo della coppa sono scolpiti grappoli d’uva con tralci e foglie. Fu ideata proprio per ricordare l’Asti spumante, uno dei vini più conosciuti ed esportati nel mondo, e nel 1949 venne collocata al centro di piazza Marconi per dare il benvenuto ad Asti ai viaggiatori in uscita dalla stazione.

Fu disegnata nel settembre 1948 da Domenico Schiavinato, l’ingegnere capo del Municipio, realizzata dalla bottega Corsi e Nicolai di Carrara e costò 678 mila lire. All’epoca era una delle quattro fontane esistenti in città: quella già citata di piazza Medici (dedicata all’arrivo dell’acquedotto da Cantarana e scolpita nel 1908 da Materno Giribaldi), l’altra al fondo di piazza Alfieri (progettata dall’architetto romano Adolfo Marini nel 1932) e la fontanella a forma di cavolfiore, sistemata in piazza Statuto nel 1931 e attualmente al centro di piazza Catena. Senza dimenticare gli zampilli che sgorgano dal laghetto dei giardini pubblici, che all’epoca erano ancora un’attrazione per i bambini.  La piazza Marconi fu realizzata nel 1939. Fino ad allora via Cavour terminava davanti alla stazione, con uno slargo (piazzale Savona) all’incrocio con l’allora corso Stazione, da dove partiva lo stradone per Nizza e Acqui prima che fosse deviato sull’attuale cavalcavia che supera la “strada ferrata”. Il treno giunse ad Asti il 5 novembre 1849 con il primo tratto della ferrovia Torino-Genova, progettata nel 1845. La stazione era un modesto fabbricato con la pensilina verso gli unici due binari. Nel 1880 fu poi costruito un nuovo edificio, sopraelevato di un piano nel 1905. Negli Anni ’30 la stazione, ormai insufficiente, fu rasa al suolo e sorse l’attuale edificio, inaugurato il 28 ottobre 1941.

Una curiosa cartolina fosforescente “by night” degli anni ’60

 

Aumentato sensibilmente il traffico, il Comune già nel 1937 iniziò ad ampliare e a sistemarne la zona antistante, ultimata nel 1949 con alberelli, fontana e aiuole. Più che raddoppiato lo spazio della vecchia piazza Savona, che dal 1939 diventò piazza Marconi. Fu demolito l’albergo ristorante Alfieri (che si trovava subito a destra uscendo dalla stazione) e abbattuti i grandi platani e due chioschi-bar attigui all’albergo. Vi sorse l’isolato tra piazza Marconi e la stazione delle corriere di piazza Medaglie d’Oro, che dal 1955 ospitò il cinema Lux. Dall’altro lato di piazza Marconi, invece, rimase inalterato l’isolato, che ospitava l’albergo ristorante Nazionale Roma (ora sede della Cgil), il caffè e pasticceria Casa del Dolce (oggi gelateria Ferrara) e l’albergo Cavour verso la stazione, tuttora aperto. Nel 1948 fu edificato il palazzo che costituì l’isolato tra via Cavour e l’attuale corso Einaudi formando la nuova via San Quirico.

La fontana dell’Asti spumante, la cui manutenzione è ora affidata all’Asp, dopo lunghe stagioni di abbandono, ha avuto negli anni scorsi la “concorrenza” di un sistema di zampilli a raso realizzati sul piazzale davanti alla stazione. Sono durati pochi mesi, poi rotture e ghiaccio li hanno fatti annullare e la fontana è rimasta la sola a salutare chi arriva ad Asti.  

 

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Pippo Sacco

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

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