Il Florilegium amplissumum et selectissimum di Emanuel Sweerts, prezioso esemplare a stampa pubblicato ad Amsterdam nel 1631, nasce in realtà quale sontuoso catalogo pubblicitario da utilizzare nel prospero commercio dei fiori all’inizio del XVII secolo.
L’autore era un pittore olandese che aveva avuto successo anche come commerciante di fiori e che partecipava alle fiere di settore che si tenevano annualmente a Francoforte e Amsterdam.
La prima pagina del Florilegium e una tavola dedicata ai tulipani nel catalogo del 1631 custodito dalla Biblioteca Astense supervisore dei suoi giardini a Vienna: attinse con disinvoltura da tavole pubblicate in precedenza e pubblicò nel Florilegium anche incisioni relative a piante coltivate nei giardini di re Enrico IV di Francia al Louvre.
Il volume, di ampio formato (folio) e ricco di 109 tavole, mostra i progressi dell’arte tipografica, che realizza le dettagliate illustrazioni con tecnica calcografica, ovvero con incisioni su lastre di metallo in grado di ottenere risultati estremamente più fini rispetto alla precedente tecnica di incisione su legno (xilografia).


Il catalogo si indirizzava a un pubblico internazionale, come risulta evidente dall’indice, scritto in latino, olandese, tedesco e francese; da notare che anche il carattere si adatta alla lingua: è gotico per olandese e tedesco, corsivo per il francese, tondo per il latino. A inizio Seicento le nuove piante provenienti da tutto il mondo venivano introdotte in Europa attraverso navi olandesi, inglesi e francesi. Per soddisfare il crescente interesse da parte del pubblico, nascevano vivai di ricchi mercanti che si servivano dell’illustrazione botanica per promuovere i propri prodotti.
Le tavole di questo prezioso catalogo non sono in realtà originali, ma sono tratte dal Florilegium di Johann Theodore de Bry, che a sua volta era basato su quello di Pierre Vallet. Sweerts all’epoca della prima edizione era al servizio dell’imperatore Rodolfo II come La bellezza del catalogo fece sì che tra il 1612 e il 1647 il Florilegium di Sweerts avesse ben 6 edizioni. Siamo nel periodo della cosiddetta “Bolla dei Tulipani”, una speculazione sui prezzi dei bulbi dei fiori scoppiata nell’economia olandese del Seicento, forse la prima documentata nella storia del capitalismo.
Il tulipano, introdotto in Europa nella metà del XVI secolo dalla Turchia, ebbe una crescente popolarità nei Paesi Bassi. I prezzi arrivarono a livelli insostenibili e il fiore divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol, scambiato anche con terreni, bestiame e case. Alcuni speculatori fecero grandissimi profitti e ci furono commercianti che vendevano bulbi appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare (sostanzialmente dei futures sui tulipani).
Nel febbraio del 1637, non potendo più spuntare prezzi gonfiati per i loro bulbi, i commercianti di tulipani cominciarono a vendere.
La bolla speculativa scoppiò. Centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari e dignitari, persero somme notevoli e caddero in rovina. Un ex libris manoscritto in calce al frontespizio conservato ora alla Biblioteca Astense chiarisce che questo splendido volume è appartenuto alla biblioteca del monastero cistercense della Consolata, cui fu donato dall’abate Pietro Andrea Ricci nel 1709.











































