martedì 1 Settembre, 2026
HomeL'ultimo brichetIl servizio da due, ode al regalo di nozze che fa fine...
L'ultimo brichet

Il servizio da due, ode al regalo di nozze che fa fine e non impegna

Chi si è sposato negli anni Cinquanta e almeno fino agli Anni ‘80 o giù di lì, avrà ricevuto sicuramente fra i regali di nozze il favoloso «servizio da due». Due tazzine per i futuri sposi, giudicate abbastanza belle in peltro, più belle in ceramica con riporti in oro zecchino e bellissime in porcellana di Limoges. Il servizio da due era per antonomasia il regalo che faceva il vicino di casa, la bottegaia o il macellaio del paese o del quartiere che voleva e doveva offrire un pensiero alla coppia di sposi. Era tra i regali di nozze di chi, pur non invitato al pranzo nuziale, aveva però ricevuto la partecipazione. Un presente che «fa fine e non impegna». Il servizio da due costava relativamente poco e spesso chiudeva educatamente quel ciclo infinito di cadeaux obbligatori legati ai matrimoni. Ho la certezza che la colpa del mio personale girone infernale di regali lo abbia incominciato mia madre e sono sicuro che, da qualche parte, abbia conservato ancora un quaderno dove annotava, in una sorta di partita doppia, chi doveva restituirle il regalo, a chi doveva ancora farlo e la cifra ipotetica di spesa utile per pareggiare il gesto. Effettivamente, prima che prendessero piede le liste nozze, oggi consultabili anche online, sono stati tanti i regali inutili di moda a quel tempo: i servizi di ceramica bordati in oro zecchino con zuppiera, mai usati per paura di romperli; confezioni da un metro quadro di cartone e raso con allineate, come battaglioni in parata, decine e decine di posate di varie forme e dimensioni (il mitico servizio da 24!). E poi c’erano i vassoi da portata in acciaio o placcato argento riposti in fondo al buffet e rimasti lì per sempre, bicchieri in cristallo di varie fogge decorati a mano che nessuno nella famiglia ha mai capito a quale tipo di bevanda dovessero essere abbinati e portacenere in cristallo o in onice dal peso di almeno 8 kg da riporre sul tavolino del salotto con sotto il centrino. 

Chi regalava invece il servizio da due faceva intendere anche un tocco di romanticismo. Sicuramente immaginava la coppia la mattina, spettinati e tiepidi l’uno di fronte all’altro mentre, sorseggiando il caffè, sottovoce si mormoravano: 

«Mi ami?»

«Sì, tanto, e tu?» 

«Sì, tanto, anch’io!» 

Poteva però sorgere qualche dubbio. 

«Scusa cara, perché hai utilizzato questo servizio da due? Potevi lasciarlo impacchettato e alla prima occasione lo si riciclava.»

 

Pippo Bessone visto da Staino

 «Sì, lo so, ma me lo ha regalato la tabaccaia e mi sembrava brutto darlo via, però ho ancora: tre cornici, due candelabri, il servizio da macedonia in vetro soffiato e quel vaso in ottone con coperchio che non ho capito a cosa serva. Possiamo riciclare quelli.» 

Effettivamente tanti regali erano inutili o almeno non pratici per una coppia giovane, ma col passare del tempo venivano riesumati e apprezzati di più in tarda età. Esibire finalmente una zuppiera bordata in oro zecchino con i piatti abbinati dello stesso servizio è segno di eleganza, così come servire un caffè a un’amica in un servizio da due diventa una graziosa coccola. C’erano anche modelli con una sola tazza a piattino unico che si dividevano in due mezze tazze a simboleggiare un solo cuore. Ma forse la parte più nostalgica, che fa rimpiangere il servizio da due, non è tanto il modello o il regalo in sé, ma quel vicinato che si sentiva in dovere di porgere un presente, che salutava la sposa in partenza, che partecipava a quella gioia, anche se non era fra gli invitati. E non si limitava a un semplice «mi piace» cliccato distrattamente sulla pagina Facebook.

Pippo Bessone
Latest posts by Pippo Bessone (see all)

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA

La collina di Spoon River – settembre 2021

Bruno Nattino  21 novembre 1931 - 14 giugno 2021 Calciatore e allenatore di calcio   La mia è stata una vita colorata dalle maglie da calciatore che...

La regina gentile della finanziera

Il mondo della ristorazione piemontese ha perso una delle cuoche più rappresentative e carismatiche: Maria Lovisolo del ristorante Violetta di Calamandrana. Era una donna gentile...

La collina incantata di Lele Luzzati

Becchi gialli e occhi roteanti, le variopinte creature alate di Lele Luzzati volteggiano libere su cieli siderali in sbiechi fendenti e curiose quadriglie: fantasia...

Sconosciuto “Gattopardo” astigiano

Il romanzo Gran mondo 1866, stampato a Varese nel 1967 dall’Istituto di Propaganda Libraria di Milano con il sottotitolo “vicenda piemontese dell’Ottocento”, è pressoché...

Freschi di stampa

Annibale Barca. Il Nemico, di Davide Del Popolo Riolo, edizioni Watson, 2021, pp. 136, 12 euro Annibale, condottiero delle guerre puniche, trasportato nel futuro, in...

Ritorno a Nietzsche, il filosofo che non ammette il definitivo

Claudio Cavalla, docente di filosofia allo Scientifico Vercelli di Asti, ha affrontato la figura difficile di Nietzsche. Complessa dal suo modo di scrivere, gli strani...

Il cardinale che passeggia tra alberi e animali a Vinchio

“Celebro in versi ciò che incornicia la nostra umile giornata, la natura, gli animali di casa e la mia amata Vinchio”. Giovanni Lajolo è...

I ricordi di chi è rinato attraverso la liberazione

Io c’ero, il titolo. Adelia Pastene Gerbi è una figura importante, per questo sulla copertina del libro c’è un bel viso, sorridente, con una...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE