domenica 21 Luglio, 2024
HomeLingua MadreIl bue e l’asinello protagonisti non solo nel presepe
Lingua Madre

Il bue e l’asinello protagonisti non solo nel presepe

I curiosi e divertenti modi di dire legati ai due animali

Dicembre significa Natale e Natale significa presepe. Due “attori” sempre presenti in questa tradizionale realizzazione sono il bue e l’asinello. Vediamo come il nostro dialetto utilizza questi due animali nelle sue espressioni.

Bütè ‘l chèr ‘dvan da ij beu, mettere il carro davanti ai buoi, significa anche in italiano precipitare le cose; pej d’ij beu ant a mèria, come i buoi nel granoturco, indica un comportamento poco diplomatico, indelicato, che crea sconquasso; la definizione ha sempi beivì ant a pianà d’in beu, ha sempre bevuto nell’orma di un bue, è riferita a chi viene da una condizione sociale infima e adesso si dà un sacco di arie.

E tutti noi, quando eravamo giovani e facevamo follie per una ragazza, ci siamo sentiti dire dai più vecchi che c’è una cosa che a tira ‘d pü che na cubia ‘d beu, una cosa che tira più di una coppia di buoi: indovinate che cos’è.

I modi di dire che hanno come riferimento l’asino sono parecchi. Dèj na fava a ‘n buc-a a n’asu, dare una fava da mangiare a un asino, significa adottare una misura insufficiente, inadeguata, un palliativo, come anche fèj ‘n papìn a n’asu, fare un impiastro a un asino per guarirlo, concetto ancora più accentuato da fè ‘n papìn a na gamba ‘d bosch, fare un impiastro a una gamba di legno.

N’asu carià ‘d sold, un asino carico di soldi, è l’ignorante che naviga nei quattrini senza esserseli guadagnati e meritati, il parvenu che, nonostante le possibilità finanziarie, resta sempre uno zotico.

Natività di Gentile da Fabriano (particolare), 1423, Galleria degli Uffizi, Firenze

 

L’asu del Cumün, l’asino del municipio, è quello a cui toccano tutti lavori, soprattutto quelli più faticosi. A biava è nen per ij asu, la biada non è per gli asini, stigmatizza le manie di grandezza di chi pretende di vivere da cavallo pur essendo nato asino. An poc a prün a caval a l’asu, un po’ a ciascuno in groppa all’asino, significa approfittare equamente, a turno, di una posizione di vantaggio; scomodando il linguaggio politico, potremmo dire che rappresenta la democrazia dell’alternanza.

Tachè l’asu vanda ‘l veur el padròn, attaccare l’asino dove vuole il padrone, è il consiglio ad accettare la decisione di chi comanda, una sorta di “vuolsi così colà dove si puote, e più non dimandare”.

C’è anche la versione “attaccare l’asino dove vuole in medesimo” per dire dar ragione a chi non la merita.

A lavej a testa a ij asu sa sgarìa temp e savòn, a lavare la testa agli asini si spreca tempo e sapone, visto che la cosa non sarebbe apprezzata.

An mancansa d’asu a i cur el somi, in mancanza di asini corrono le asine, si dice quando si deve sopperire a una carenza facendo di necessità virtù. Soma è il sostantivo che indica la femmina dell’asino e anche una donna dai costumi non troppo castigati, nonché la fetta di pane sfregata con l’aglio, la soma d’aj.

A questo proposito, una storiella che ho sentito spesso raccontare quando ero ragazzo. Una signora un po’ avanti con gli anni andò a confessarsi.

Non appena aperto lo sportellino del confessionale, il confessore fu investito da un forte odore di aglio e sbottò dicendo:«Madama, chila ha fat a soma!». E la signora, tenendo gli occhi bassi, rispose: «Se, ma ‘mmacc in poc da giuvna!». «Si, ma solo un po’ quando ero giovane!».

 

Natività di Gentile da Fabriano (particolare), 1423, Galleria degli Uffizi, Firenze

L'AUTORE DELL'ARTICOLO

Astigiani è un'associazione culturale aperta, senza scopo di lucro, che ha bisogno del sostegno di altri "Innamorati dell'Astigiano" per diffondere e divulgare la storia e le storie del territorio.
Tra i suoi obiettivi: la pubblicazione della rivista trimestrale Astigiani, "finalizzata alla raccolta e diffusione di informazioni e ricerche di storia e cultura astigiana dal passato remoto a quello prossimo, con uno sguardo al presente e la visione verso il futuro (dallo statuto), la raccolta di materiale per la creazione di un archivio fotografico, video e documentale collegato al progetto "Granai della memoria", la realizzazione di presentazioni pubbliche e altri eventi legati al recupero della memoria del territorio.

3,917Mi PiaceLike
0FollowerFollow
0IscrittiSubscribe

GLI ULTIMI ARTICOLI CARICATI

IN EVIDENZA
Paolo Conte nello studio a Torino con altri musicisti astigiani durante la registrazione di Torretta Calipso nella primavera del 1980

Paolo Conte: avvocato, cantautore… enigmista

In che consiste il gioco? Chi si cimenta con questi enigmi deve trovare una frase cioè la soluzione partendo da un enunciato (esposto) che...

Patente di Astigianità

Sappiate che Da 35 a 40 risposte esatte Ottimo! Siete Astigiani doc, eccellenti conoscitori delle terra dove vivete. Meritate la patente di Astigianità. Da 24 a...

Ciao Luciano

Astigiani pubblica nella pagine seguenti frasi, pensieri, poesie scelti tra i tanti messaggi che ci sono stati inviati o sono stati scritti nella nostra...

Sonetto al sacrestano dimenticato

Una pagina per sorridere su personaggi, vizi e virtù di un passato appena prossimo ancora vivo nella memoria di molti. Ricordi al profumo della...

Quei 10.000 km sulla Topolino verde oliva

Organizzare un viaggio in auto lungo migliaia di chilometri in paesi sconosciuti, il tutto senza l’ausilio di Internet. Oggi sembra un’impresa impossibile, nei primi...

Sul calendario Ottobre-novembre-dicembre 2018

21 ottobre In una Cattedrale gremita di fedeli, Monsignor Marco Prastaro è nominato vescovo di Asti dall’arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia. Concelebrano l’ex vescovo...

CONTRIBUISCI A QUESTO ARTICOLO

INVIA IL TUO CONTRIBUTO

Hai un contributo originale che potrebbe arricchire questo articolo? Invialo ora, saremo lieti di trovargli lo spazio che merita.

TAG CLOUD GLOBALE

TAG CLOUD GLOBALE
INVIA IL TUO CONTRIBUTO

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE