Laurana Lajolo ha arricchito la propria esperienza letteraria, orientata in particolare allo studio della nostra letteratura “storica”, con questo suo articolato ed esaustivo lavoro.
L’autrice propone, come indicato nella prefazione di Silvano Montaldo, “una vera e propria biografia di Angelo Brofferio attraverso un paziente lavoro di tessitura e raffronto con quanto il giornalista diede alla stampa”.

A un secolo e mezzo dalla morte, il nostro celebre conterraneo (nacque a Castelnuovo Calcea) appare figura, citando questa volta Galante Garrone, più idolatrata che conosciuta. Laurana si avventura sapientemente nella rivisitazione prendendo spunto dall’autobiografia I Miei Tempi (scritta dal 1857 in poi) dando vita a un excursus gustoso, quasi romanzato tra testi poetici anche dialettali (le canzoni in piemontese, ad esempio raccolte nel Canzoniere) sempre con sottofondo di satira politica e sociale associata allo spirito patriottico particolarmente forte in tempi contigui ai miti della Rivoluzione francese e all’Illuminismo che ne seguì.
Ne nasce una dettagliata descrizione per capitoli della vicenda umana di Brofferio, a iniziare dall’infanzia già intensamente vissuta in quel di Castelnuovo anche grazie agli stimoli che la famiglia sa regalargli attraverso la partecipazione attiva alle trasformazioni epocali, con la crescita dello spirito critico, unitamente alla curiosità e allo studio, tra l’altro, dell’arte teatrale e canora. L’aneddotica è ricchissima di dettagli e di situazioni, e mancano davvero solo i dialoghi per dar vita ad un romanzo d’autore. Insomma, una memorabile “biografia”, colta e divertente, che prende spunto da una “autobiografia”.




































