Sono trascorsi quasi quarant’anni da quando l’Associazione Circolo filarmonico astigiano ha iniziato l’attività nel segno della musica. Si dice “avere 40 anni
e non sentirli”, ma a volte l’età pesa, ancor più nella vita delle associazioni che hanno bisogno di ricambio generazionale e nuovi stimoli.
Il nostro percorso è stato intenso e ricco di soddisfazioni. Per questo riteniamo sia arrivato il momento di rivolgere lo sguardo indietro, per riconoscerci nelle nostre origini, sapendo che il passato costruisce il presente e garantirà basi solide a chi agirà in futuro.
Che cosa abbiamo fatto? Nonostante le difficoltà che crediamo incontrino tutte le associazioni, abbiamo fatto di tutto e di più. Lo testimoniano le migliaia di locandine che annunciano le nostre iniziative, gli articoli dei giornali, le foto, i video. Una galleria dei ricordi che merita di essere percorsa.
Era l’anno 1981: insegnavo educazione musicale oltre che nelle scuole statali anche nei due “licei musicali” aperti a Mombercelli e Castagnole Lanze su iniziativa del M° Elio Sosso, primo flauto del Teatro Regio di Torino. Con alcuni
colleghi proponemmo agli Amici della Musica “Beppe Valpreda” di Asti di promuovere dei corsi di musica aperti a bambini, studenti, adulti, appassionati, che intendevano, qualunque fosse stata la loro età e il loro grado di preparazione, proseguire, approfondire o iniziare l’approccio con lo strumento preferito.
In quel periodo ad Asti chi voleva imparare a suonare poteva farlo al civico istituto “Giuseppe Verdi” facendo i classici tre anni di solfeggio prima di scegliere lo strumento; oppure poteva iniziare, ma non prima di 11 anni e non dopo i 14, gli studi nei Conservatori statali; i più vicini erano e sono a
Torino e Alessandria.

Gli adulti erano di fatto esclusi a meno che non si cercasse di entrare in qualche banda o complesso musicale. Lo studio della musica a livello scolastico era prevista solamente nella scuola media e solo per un’ora alla settimana.
Organizzammo così i primi corsi. La prima sede che ci ospitò furono le aule della scuola media “Leonardo Da Vinci”, con il beneplacito della preside Angela Bruera. Da allora sono moltissimi coloro che hanno imparato a suonare uno strumento facendo un percorso di studio amatoriale, ma che ha avuto, non di rado, anche sbocchi professionali.
Nei nostri corsi, a cadenza settimanale, si prevedevano subito, oltre la parte teorica, l’utilizzo dei vari strumenti: dalla chitarra al pianoforte, dagli archi ai fiati, dalle percussioni alla composizione, dalla storia della musica al canto. I corsi erano allora diretti dal basso astigiano Carlo De Bortoli (vedi Astigiani 17, settembre 2016).
Tra le nostre caratteristiche voglio ricordare l’immediata apertura alla musica jazz, anche grazie alla collaborazione con un grande amico della nostra associazione: Gianni Basso.
Come Circolo filarmonico ci siamo dati anche un organigramma. Il primo presidente è stato Fabio Poggi. Nell’87 ho assunto io la presidenza e la direzione artistica. Nel 2016 Gabriele Gazzola e in ultimo, dal 2018, è toccato a Maria Teresa Barbaritano.
Anche la sede dei corsi è cambiata negli anni a seconda della disponibilità delle scuole. Siamo stati alla Dante, poi al Giobert e infine alla Goltieri. Siamo
arrivati ad avere annualmente oltre duecento soci corsisti.
A questo punto voglio ricordare le numerose iniziative rivolte ai giovani per avvicinarli al complesso e affascinante mondo musicale (classico, jazz, popolare), che purtroppo continua a essere messo in secondo piano nella loro formazione culturale.
Negli anni abbiamo organizzato 22 edizioni di “È ora di Musica”: lezioni-concerto per bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori. Maestri d’eccezione sono stati musicisti di varie formazioni: strumentisti del Teatro Regio di Torino, Archi dell’Orchestra Classica di Alessandria, Mandolinistica Paniati, Pino Russo, Gigi Biolcati, Dino Contenti, Diego Borotti, La Ghironda, Miskalè, Parma Brass, Banda Musicale di Settime, per citarne solo alcuni.
Indimenticabile Gianni Basso, con un giovanissimo Dado Moroni, in una lezione sul jazz con i ragazzi della media da Vinci.

Laboratori musicali per avvicinare i giovani a spartiti e strumenti
Abbiamo organizzato anche decine di workshop e laboratori musicali e per rendere più partecipi i ragazzi delle medie a indirizzo musicale è nata la rassegna “Scuole in Concerto” (13 edizioni).
Un capitolo a parte merita il Concorso internazionale per giovani interpreti “Città di Asti” (10 edizioni), che ha avuto numerose adesioni dall’Italia e dall’estero. Rimane solo il rimpianto che nel 1999 il Concorso, per mancanza di sostegno economico da parte delle realtà astigiane, sia dovuto “emigrare “ a Chieri dove vive come “Concorso internazionale per giovani interpreti Città di Chieri”.
Altri due concorsi da noi organizzati sono il Concorso nazionale di composizione intitolato a “Carlo Mosso” e il concorso nazionale “Gianni Basso“ per giovani talenti del jazz italiano, portato avanti dopo la scomparsa di Gianni nel 2009 da noi e dal suo amico Fulvio Albano che l’ha promosso a Torino.
A questo punto lasciatemi fare un po’ il notaio per dar conto della nostra attività di organizzatori di concerti e rassegne. Iniziammo nel 1984 e abbiamo all’attivo oltre 2500 concerti tra musica classica, jazz, etnica, popolare ecc.
Le rassegne: “Incontri Musicali”, “I Concerti della Domenica”, “Itinerari Musicali” (6 edizioni). Nel 1997 sono nate le manifestazioni “Asti in Concerto” (23 edizioni), “Un Giardino per L’Armonia” (22 edizioni) e in ultimo la Festa
Europea della Musica-Magie di suoni nel giorno del solstizio (che ha visto 4 edizioni). “Sotto le stelle del jazz” è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Diavolo Rosso.
Attraverso la musica e i suoi grandi interpreti, abbiamo voluto stimolare e valorizzare anche il territorio astigiano. Anche in questo caso l’elenco è significativo: “Estate in musica” a San Damiano (5 edizioni), a Villafranca e
Cortazzone (5 edizioni); a Montiglio Monferrato abbiamo dato vita alla scoppiettante scatola sonora di “Castello in Musica“ (organizzata per 17 anni ) e poi ancora a Moncalvo con il “Festival Guglielmo Caccia” (6 edizioni) e il Moncalvo Music Concert (4 edizioni); a Settime “La Luna galoppa nelle calde sere d’estate” (5 edizioni); Monferrato jazz Festival ad Asti, Moasca, Penango, Cortanze, Cinaglio, Cerreto, Rocchetta Tanaro, Quattordio ecc.

Grande spazio al jazz a cominciare da Gianni Basso
Non possiamo dimenticare le 22 edizioni di “Musica nelle Pievi-Itinerario musicale nelle Chiese romaniche dell’Astigiano”.
Il pubblico ci ha seguito abbinando i nostri concerti alla visita di queste strutture architettoniche affascinanti e ricche di storia che caratterizzano il Nord dell’Astigiano a Cortazzone, Castelnuovo Don Bosco, Vezzolano-Albugnano, Aramengo, Berzano San Pietro, Moransengo, Montiglio Monferrato, Scandeluzza, Moncucco Torinese, Tigliole, Montechiaro, Castell’Alfero, Cinaglio ecc.
Un capitolo a parte nella storia del Circolo Filarmonico sono stati gli elettrizzanti concerti jazz di musicisti come il già citato Gianni Basso, ma anche Tullio De Piscopo,Fabrizio Bosso, Peter Erskine, Irio De Paola, Mauro Ottolini, Danilo Rea, Enrico Rava, Stefano Bollani.
Citazione a parte per la cantante Antonella Ruggiero e poi ancora Luciano Milanese, Dino Contenti, Pino Russo, il nostro Felice Reggio, Alvin Quenn, Rosario Bonaccorso, Paolo Fresu, Andrea Pozza, il grande fisarmonicista francese Richard Galliano.
Altri artisti di fama che hanno aderito alle nostre proposte sono stati nomi
del calibro di Beppe Servillo, Gino Paoli, Renzo Arbore e la sua orchestra,
Giorgio Conte, Eugenio Finardi, la Banda Osiris, la Girlesque Street Band,
Enzo Iachetti, Nicola Piovani.
Le nostre rassegne di musica classica si sono avvalse della collaborazione
di strumentisti eccezionali come l’Orchestra d’archi della Scala, l’Ensemble dell’Orchestra Sinfonica nazionale della Rai di Torino, l’Ensemble dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino per la rassegna “Il Regio itinerante”
e poi ancora la Camerata ducale, l’Associazione teatrale Emilia Romagna,
l’Ensemble dell’Orchestra Classica di Alessandria, l’Ensemble dell’Orchestra
del Maggio Musicale Fiorentino, “Notte Sinfonica Veneziana”, Laura de Fusco,
Roberto Cappello, Bruno Canino, Andrea Lucchesini ecc.
Abbiamo avuto come ospiti anche musicisti stranieri a cominciare dai Solisti dei Berliner Philarmoniker, la Slovak Sinfonietta Orchestra da camera di Stato della Slovacchía, la Camerata della Royal Cencertgebouw, il Coro di voci bianche di Norimberga, i Monaci tibetani, il Mongolian folk music group, i
Buena Vista Social Club e altri ancora.

È stato possibile realizzare tutte queste iniziative grazie a coloro che si sono
avvicendati in tutti questi anni nelle attività del Circolo filarmonico: Marilù
Anaboldi, Maria Teresa Barbaritano, Massimo Barbierato, Gianpiero e Mina
Biello, Gianni Bogliano, Walter Bozzia, Gianluca Calone, Roberto Cognazzo,
Giorgio Curtoni, Carlo de Bortoli, SergioDelmastro, Bruno de Rosa, Federico
Erminio, Cinzia Franco, Edoardo Girardino, Graziella Gianotti, Paola Lazzarato, Alessio Nebiolo, Roberta Occhetti, Elena Pavesio, Fabio Poggi, Aldo Sardo, Renate Kreiselmeyer, Francesco Savergnini, Elio Sosso, Pierangelo Travasino e molti altri.
Non voglio dimenticare la collaborazione concreta con sindaci e assessori dei comuni già citati, quella con il Comune di Asti e le varie amministrazioni che si sono succedute. Grazie anche alle Fondazioni bancarie CrAt e CrTo, a “Piemonte dal vivo” e alla Regione Piemonte.

Anni di impegno organizzativo
Il testimone è da raccogliere
Lasciamo ora spazio alle nuove realtà musicali con la umile consapevolezza
di aver contribuito, speriamo, alla formazione di tanti giovani e adulti all’uso del linguaggio musicale e alla saldatura di un legame tra generazioni nella convinzione che la musica, concepita come elemento fondante di una comunità, superi qualsiasi barriera culturale fra i popoli, in quanto espressione di comunicazione immediata, diretta e sincera; intesa come idioma universale che oltre a offrire piacevoli sensazioni, rappresenta
un elemento di arricchimento, momento di incontro in cui la differenza è stimolo al confronto e non allo scontro.
La musica unisce.












































