Astigiani 36 – settembre 2021

Accorgersi che le stagioni non fanno più il loro giro
di Piercarlo Grimaldi
La stagione di fine estate inizio autunno è un bagliore di colori.
Ogni anno ci lascia stupiti per la straordinaria bellezza che la natura generosamente ci riserva sulle nostre colline. Un incendio di stordenti sensazioni che prelude al grigio clima invernale con le sue nebbiose pioviggini, nella speranza che arrivi il bianco provvidenziale della neve. Un cromatico invito a
cogliere il trascorrere delle stagioni nella sua profonda variabilità di sensi e di animi.
Questi ritmi che hanno accompagnato il percorso evolutivo dell’umanità sono oggi messi in discussione da profonde trasformazioni climatiche che stiamo sempre più vivendo con stupore e angosciosa paura e indicano chiaramente che la natura sta cambiando traiettoria e le stagioni non fanno più il loro
solito giro. Le regole, che noi credevamo immutabili perché incise in un tempo e in uno spazio che riconoscevamo all’eternità e comunque fuori dalla
portata della storia di cui siamo parte, improvvisamente si rivelano inquietanti, dietro l’angolo. Dicono che ci siamo troppo trastullati aggressivamente con una natura che dimostra estreme fragilità a convivere con l’uomo.
Astigiani, consapevole che questo tornante climatico che stiamo affrontando possa compromettere il nostro essere al mondo e soprattutto possa diventare
una drammatica eredità per le prossime generazioni, affronta in questo numero il tema dei cambiamenti climatici dal punto di vista dell’evoluzione storica e li collega alla straordinaria biodiversità delle nostre colture, che, grazie alla sapienza antica dei contadini, ha visto nascere tipicità uniche di frutta e ortaggi.
Vogliamo essere parte attiva della sensibilizzazione di una nuova coscienza collettiva volta a cercare soluzioni concrete, di buon senso, che permettano di avviare un alternativo processo di antropizzazione della terra.
Che non dimentichi mai che il creato su cui ci muoviamo così stoltamente non ci appartiene, non è a nostro uso e consumo perché destinato a chi ancora deve nascere e di queste nostre colpe è privo di colpe.
Il menu di Astigiani si apre con un telegramma
di Sergio Miravalle
Il menu di questo numero di Astigiani si apre con una sorpresa.
Grazie alla tenacia di un nostro lettore, che si è laureato con una tesi sul Palio di Asti negli Anni Trenta, è stata trovata all’Archivio centrale dello Stato a Roma la copia del telegramma che Galeazzo Ciano spedì il 5 giugno 1935 al prefetto di Asti, per conto di Mussolini. Se ne aveva notizia, ma non era mai stato trovato il documento. Quelle poche righe imponevano il divieto di abbinare il nome palio alla corsa astese, che avrebbe dovuto essere chiamata “Certame cavalleresco”. L’ordine di Mussolini, sobillato dai senesi, era perentorio e ad Asti si reagì rinviando il Palio del 1936 e poi smettendo di correrlo per altri trent’anni. Ma forse le vere cause di quella sospensione furono altre.
Ora che il Palio di Asti è fermo da due anni, non per un telegramma, ma per i rischi imposti dal Covid, torna quella vicenda, di cui avevamo parlato sul primo numero di Astigiani nel settembre 2012. La nostra ricerca ha scoperto che lo stesso divieto, a favore dei senesi, era stato esteso anche a Legnano e Ferrara, causando reazioni diverse. Tasselli che si aggiungono alla secolare storia del Palio di Asti e sono occasione per discutere e riflettere sul futuro e sul legame tra la corsa e gli astigiani.
Astigiani affronta poi il grande tema dei cambiamenti climatici e ne racconta l’evoluzione, suffragata dai dati meteo locali. Il desolante Tanaro in secca di
quest’estate ci fa comprendere il valore dell’acqua.
L’aumento medio delle temperature sta causando seri problemi anche all’agricoltura. Vi proponiamo quindi un viaggio nella biodiversità del territorio, per incontrare la storia delle principali varietà di frutta e verdure ottenute grazie alla sapienza e al lavoro di generazioni di contadini.
Continuando a leggere questo numero vi imbatterete nella nascita del primo giornale che risale al 1851 e nel didattico viaggio tra le citazioni dantesche della Divina Commedia che hanno legami con la storia astigiana e monferrina.
E poi interviste, rubriche, altra storia e altre storie.
Buona lettura.






























































